CIVITAS E FORMAZIENDA | 29 Aprile 2016

La sfida culturale della formazione continua

Serata del ''Circolo delle imprese'' Civitas con il Fondo Formazienda. Il direttore Rossella Spada: «Le risorse umane sono il fattore strategico per la competitività delle imprese». L'eurodeputato Salini: «Italia che produce ha bisogno di formazione»

di REDAZIONE

La persona umana e la sua formazione come motore imprescindibile per ogni forma di sviluppo economico, culturale e sociale. Il tutto visto da due prospettive: quella di chi fa della formazione continua il proprio ambito di azione; e quella di chi ha la responsabilità politica di guardare alle realtà che sono il perno della società e che pertanto meritano di essere conosciute e valorizzate.

Tutto questo è stato al centro della serata dal titolo «Impresa e formazione. La sfida culturale dell'Italia che vuole crescere», organizzata dal ''Circolo delle imprese'' dell'Associazione Civitas  e dal Fondo Formazienda, che si è tenuta giovedì 28 aprile presso il Parco Tecnologico di Lodi, e che ha avuto come protagonisti Rossella Spada, direttore del Fondo Formazienda, e Massimiliano Salini, parlamentare europeo.

Significativa e per nulla casuale la scelta della location dell'evento: il grande atrio del prestigioso centro di ricerca che collabora con il Cnr, e che rappresenta proprio l'importanza del connubio tra mondo della ricerca e della formazione con il mondo delle imprese. Qui sono stati allestiti i tavoli per ospitare gli oltre 250 invitati: imprenditori, liberi professionisti e amministratori pubblici. Erano presenti il presidente di Formazienda, Enrico Zucchi, il presidente di Sistema Impresa Berlino Tazza, a capo della confederazione nazionale che insieme al sindacato Confsal ha istituito il Fondo, il sindaco di Lodi Simone Uggetti, il presidente dell’Associazione Industriali di Lodi Francesco Monteverdi, il presidente di Asvicom Lodi Vittorio Codeluppi, il direttore di Api Milano Stefano Valvason, il consigliere regionale Carlo Malvezzi, il presidente del dipartimento Riforme di Anci Lombardia Gianni Rossoni, il membro del Cda di Fondazione Cariplo Cristian Chizzoli, il presidente del collegio sindacale di Fondazione Cariplo Andrea Bignami, il presidente di Fidicom Umberto Pirelli e l’architetto Eugenio Campari.

La serata è stata introdotta dall'avvocato Francesco Borsieri, presidente dell'Associazione Civitas, cui ha fatto seguito il saluto del sindaco di Lodi Simone Uggetti, il quale ha ricordato come «non ci può essere luogo migliore per lanciare un messaggio di questo tipo. Qui, infatti, le aziende investono sul talento di giovani operosi, intraprendenti, creativi che elaborano progetti nel campo della bioeconomia».

Salini: «L'uomo e la sua formazione al centro dello sviluppo». La stoccata a Renzi
Una serata voluta fortemente dall’eurodeputato Massimiliano Salini, membro delle Commissioni Industria, Trasporti ed Energia del parlamento europeo, ispiratore del Circolo delle Imprese e dell’Associazione Civitas: «Formazienda è una realtà di eccellenza che opera nell’ambito della formazione continua ed è il sesto fondo interprofessionale a livello nazionale. Ha raggiunto risultati importanti e l’ha fatto contando solo sulle sue forze, senza partecipare alla fase di avvio in cui lo Stato ha messo a disposizione 200 milioni di euro, conquistandosi il rispetto delle aziende attraverso l’elevato valore dei servizi che garantisce».
Salini ha sottolineato come «l’Italia ha il dovere di tornare alla sua vocazione originaria: la cura dell’uomo. L’inventiva, la tenacia, la fantasia dei nostri imprenditori e dei loro collaboratori è rinomata in tutto il mondo. Ma invece di custodire questo patrimonio inestimabile i nostri governi stanziano un misero 4% del Pil nella formazione. Uno sforzo risibile che si aggiunge al dato drammatico dell’invecchiamento della popolazione italiana. Le nascite sono in continuo calo. Una tendenza che va invertita attraverso politiche mirate. Altrimenti non ci sarà posto per noi nella società di domani».
L'europarlamentare di Forza Italia ha inoltre ricordato come il governo Renzi abbia imposto «al sistema strategico della formazione continua un prelievo forzoso di 120 milioni di euro. Soldi che spettano alle imprese in virtù del versamento obbligatorio dello 0,30% calcolato su ogni busta paga e che invece di generare sviluppo e innovazione saranno destinati agli ammortizzatori sociali. Si continua a non capire che il vero antidoto alla disoccupazione è la maggiore competitività delle imprese che dipendestrettamente dalla qualità della forza lavoro».

I numeri e lo sviluppo di Formazienda
Formazienda conta 80mila imprese associate per un totale di mezzo milione di dipendenti. Nato nel 2008, è l'unico fra i 22 fondi nazionali ad avere sede nel Nord Italia, a Crema (Cr), e ha scalato le classifiche nazionali collocandosi nel gruppo di vertice. Ha finanziato piani formativi per oltre 45 milioni di euro con più di 50mila lavoratori che hanno beneficiato dei percorsi di qualificazione e aggiornamento. Nel 2012 a Formazienda sono stati conferiti i premi ‘Migliore fondo interprofessionale e ‘Innovazioni e buone prassi per la trasparenza comunicativa e per l’utilizzo di risorse pubbliche in modo virtuoso’. Riconoscimenti confermati nel 2013 e 2014. «Le parti sociali, Sistema Impresa e Confsal, hanno esercitato un ruolo fondamentale nell’avvio e nella crescita del Fondo mettendo a disposizione le proprie relazioni sindacali e personali» ha spiegato Rossella Spada svelando quello che si è rivelato essere il metodo vincente. «Fin dall’inizio abbiamo cercato di attuare azioni di sburocratizzazione dei processi di finanziamento dei piani formativi esplorando modalità e prassi innovative. Siamo fieri di uno spirito pionieristico e di una predisposizione al rischio che hanno prodotto una grande sintonia con le aziende».
Nel 2010 il Cda di Formazienda ha sposato le Linee guida sulla formazione definite dal ministro Sacconi avviando una sperimentazione congiunta con Regione Lombardia che, per la prima volta in Italia, ha previsto l’integrazione di strumenti di finanziamento per oltre 2 milioni di euro. L’iniziativa è stata segnalata come un caso di eccellenza dal Ministero del lavoro nella relazione annuale sulla formazione continua presentata alle Camere. Un’esperienza replicata nel 2012 con altri due milioni di euro destinati alle imprese lombarde. Dopo il lancio della nuova strategia di Europa2020 da parte dell’Unione Europea, è nata Formazienda2020. All'interno del programma spiccava il progetto 'Restart Italia: imprese innovative’ rivolto al finanziamento di piani formativi per incubatori, acceleratori di imprese, centri di ricerca e parchi tecnologici. Nel 2011 è stato pubblicato il primo Avviso a sportello, destinato prioritariamente alle micro e piccole imprese. «Un’assoluta novità nel mondo della formazione continua» ha evidenziato il direttore Spada. «Anche qui abbiamo voluto sondare modalità più agili, immediate e mai tentate in precedenza. Ogni mese le imprese e gli enti di formazione possono partecipare al bando. Solo nel 2011 abbiamo finanziato 30 piani formativi. Oggi sono mille. Il prossimo avviso sarà emanato nel mese di giugno».

Rossella Spada: «Portare la formazione permanente nelle PMI»
«Siamo entrati nell’ottavo anno di attività, ma abbiano ancora molto lavoro da fare» ha detto Rosella Spada disegnando un orizzonte che deve essere caratterizzato dal protagonismo delle Pmi. «La missione è fare del lifelong learning una pratica sociale da diffondere ed una tendenza radicata nei comportamenti individuali. Nelle aziende medio-grandi il binomio impresa-formazione è già piuttosto consolidato. Ma la vera sfida è farlo recepire alle micro e piccole imprese che sappiamo essere oltre il 90% delle aziende italiane. Il pay-off ‘Insieme per crescere’ è la sintesi di ciò che siamo oggi e di ciò che vogliamo fare in futuro. Sappiamo che ciò che ci caratterizza è il servizio che siamo in grado di offrire. E' qui che ci distinguiamo. Ed è qui che lottiamo quotidianamente per migliorarci con il senso di responsabilità di chi sa che dal proprio contributo nasce la possibilità di costruire un’economia fondata sulla competenza. L’unica che può abbattere le disuguaglianze e porre le basi per una società giusta, solida, capace di dare speranza e benessere alle nuove generazioni».


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L'Informatore - Quotidiano liberale

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