FORMAZIONE CONTINUA | 15 Settembre 2017

La sfida della formazione 4.0

Presentato dal governo il capitolo lavoro-formazione all’interno del programma Industria 4.0. Tra le misure, credito d’imposta per le attività di formazione. Rossella Spada (Formazienda): «Così il piano assume una visione strategica»

di REDAZIONE

Un credito d’imposta per le attività di formazione dei lavoratori legate a Industria 4.0. Questa la novità presentata in questi giorni dal Governo, che declina nell’ambito della formazione il progetto messo in campo dal ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda. Oltre al credito d’imposta, il governo ha parlato anche di stabilizzazione dell’apprendistato duale, con l’obiettivo di consentire a circa 50mila giovani di inserirsi nel mercato del lavoro attraverso il canale dei centri di formazione professionale, e il potenziamento degli Its, le super scuole di tecnologia post diploma alternative all’università partecipate dalle imprese. Il capitolo “lavoro-formazione” rappresenta dunque uno degli asset fondamentali per il governo, che punta sulla rivoluzione tecnologica digitale per produrre risultati concreti debba essere accompagnata da un forte investimento sulle competenze e sull’aggiornamento professionale.

«Una notizia che accogliamo con estremo favore», commenta Rossella Spada, direttore del Fondo interprofessionale per la formazione continua Formazienda. «Proprio il nodo della formazione, e in particolare modo della formazione continua, è quello che può dare una visione strategica e di lunga durata al programma Industria 4.0. L’innovazione tecnologica, come noto, è un ambito in cui le conoscenze diventano obsolete nel giro di pochissimo tempo. Senza formazione continua non vi sarebbe dunque la possibilità di rendere effettivo quanto previsto nel piano».

Per il governo la sfida da affrontare è duplice: accanto al tema dei percorsi di studio da innovare per formare gli studenti sulle nuove competenze e su ciò che chiedono le aziende, c’è anche la gestione del rischio della disoccupazione tecnologica. «Il tema della formazione è sempre strettamente legato con quello del mercato del lavoro e delle prospettive occupazionali», commenta ancora Rossella Spada. «Puntare sulla formazione non implica vantaggi solo in termini di aggiornamento e miglioramento delle competenze, ma permette anche di riqualificare in vista di una ricollocazione quando necessario. Proprio il tema della disoccupazione tecnologica, cui si fa qui riferimento, è di grandissima attualità. La formazione continua è la risposta per far sì che tale problema non diventi strutturale».


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