SOCIETA' APERTA | 10 Novembre 2017

La minorenne stuprata e la verità che fa male

Il clima culturale del Belpaese è talmente involuto che chiunque si azzardi ad applicare il buon senso viene messo al bando. Don Guidotti, sul caso della minorenne stuprata da un marocchino, ha detto solo la verità

di ROBERTO BETTINELLI

Il clima culturale del Belpaese è talmente involuto che chiunque si azzardi ad applicare il buon senso, che può derivare da un’onesta osservazione della realtà, viene messo al bando. E’ sottoposto, cioè, ad un vero e proprio linciaggio dove i mezzi d’informazione riflettono l'ipocrisia imperante interpretando la parte del giudice severo e ottuso.

L’ultima vittima di questo meccanismo censorio è un sacerdote, don Lorenzo Guidotti, guida spirituale di una parrocchia nella sempre meno rossa Bologna.

Sulla sua pagina Facebook, mostrando una vocazione tanto improvvida quanto ingenua nel dire la verità, ha ‘rimproverato’ una 17enne che denunciava lo stupro subito da uno straniero di origine marocchina. Don Guidotti, nel commentare la vicenda, ha detto chiaramente che la povera ragazzina aveva ben poco di cui lamentarsi essendo stata la causa della propria disgrazia.

Don Lorenzo ha esposto i fatti come sono stati riferiti dalla minorenne. Dopo aver passato un pomeriggio ubriacandosi nella malfamata piazza Verdi, nel tardo pomeriggio e di sua spontanea volontà, ha seguito lo sconosciuto in stazione. E da qui dentro un vagone abbandonato dove il mattino successivo si è svegliata mezza nuda e senza la borsetta.

Il sacerdote, per sua stessa ammissione, ha esagerato nel sostenere che in fondo non era poi così scontato provare pietà per chi dimostra un istinto di sopravvivenza e autoconservazione a tal punto carente. Ma nella sostanza il suo intervento risulta difficilmente non condivisibile. 

E nell'esporlo ha raggiunto uno scopo tanto celato quanto prioritario. E' riuscito nell'impresa di bucare l’attenzione pubblica richiamando tutti, genitori e figli, ad essere più cauti davanti ai pericoli di una società che viene descritta come aperta, multirazziale, solidaristica e in quanto tale sostanzialmente innocua.

Se hai 17 anni, bevi e ti sballi fino a perdere il controllo, se frequenti luoghi dove vanno e vengono sbandati senza arte né parte e che non hanno nulla da perdere, se ti apparti con loro in luoghi isolati e al buio, sostiene a ragione don Lorenzo, è molto probabile che possa accadere qualcosa di brutto. Come infatti è avvenuto alla 17enne bolognese.

Tanto più, continua il sacerdote, se si agisce sedotti dalla ‘tiritera di accoglierli tutti’ riferendosi al pericolo per nulla ideologico ma concretissimo delle orde di stranieri che bivaccano nelle nostre città senza un’identità certa, un lavoro e la certezza di un’integrazione che li trattenga dal commettere reati di ogni tipo.

Don Lorenzo ha semplicemente detto la verità. Scomoda, ma pur sempre la verità. E quindi da preferire alle menzogne e alle illusioni vanno per la maggiore e che non preparano a riconoscere una realtà misera, cinica e brutale. Molto più di quello che vorremmo. Ma conoscerla è il solo modo che abbiamo per comprenderla e poterci difendere. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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