PENSIERO UNICO | 13 Marzo 2018

Le élite radical-chic senza consenso

La recente tornata elettorale ha messo in luce un dato tra i tanti: il pensiero unico che caratterizza le élite radical-chic del nostro paese non paga in termini di consenso elettorale

di GIUSEPPE ZOLA

Tra le tante osservazioni che si possono fare sul recente voto politico (ottime alcune scritte su questo giornale), vorrei farne una con specifico riferimento all’argomento trattato in questa rubrica. E l’osservazione è questa: il “pensiero unico” non paga in termini elettorali, fortunatamente. Infatti, sia a sinistra che a destra, sono stati sonoramente sconfitti soprattutto coloro che hanno sostenuto a spada tratta leggi come quelle relative alle unioni civili, alle DAT, allo jus soli, etc.. Sono stati puniti, in modo particolare, il PD, che ha imposto, addirittura ponendo la questione di fiducia, quel tipo di leggi e Noi per l’Italia che ha difeso le unioni civili contro ogni buon senso. E penso che anche Forza Italia non abbia tratto giovamento dall’aver lasciato libertà di voto su tali materie, come se non fossero importanti come le materie economiche e quelle istituzionali.

Ma perché il pensiero unico non paga? Sostanzialmente perché non interessa al popolo vero: interessa solo alle élite radical chic, che, come abbiamo visto, non raggiungono neppure il tre per cento degli elettori. Renzi ha voluto imporre un pensiero ideologico che è lontanissimo dai reali interessi della gente. Questa affermazione è provata, tra l’altro, dal fatto che pochissimi cittadini hanno usufruito di tali leggi, anche se, prima della loro approvazione, gli ideologi non facevano che urlare che il popolo italiano aspettava con ansia tali leggi, viste come grandi passi avanti nella nostra civiltà giuridica. Ed invece, pochissime sono state le unioni civili celebrate ed ancora meno sono state le DAT sottoscritte e registrate: esse si contano sulle dita di una sola mano o, al massimo, di due mani anche in città con molti residenti. A Venezia, ad esempio, un solo cittadino ha sottoscritto; a Napoli 22 (dal 2014 ad oggi); a Trento 8 (fonte: La Verità del 9/3).

In altre parole, il cessato governo di centrosinistra, forse per compiacere i “demoni” della nostra epoca (penso, per esempio, a Soros), ha preferito servire un pensiero che pensava essere oramai dominante, invece che affrontare i veri problemi, spesso drammatici, della povera gente.

Penso che quanto accaduto debba essere di lezione per molti. In tanti debbono persuadersi che quello che il grande Chesterton identificava nel termine “uomo comune” è più forte, nel tempo, di ogni ideologia e di ogni interesse particolare. Renzi pensava di favorire un uomo che in effetti non c’è. Non essendo stato con i piedi per terra, il rottamatore è finito, come in questi giorni, sulla neve. E’ stato rottamato dall’uomo comune.

 


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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