PENSIERO UNICO | 25 Maggio 2016

Le cattive vittorie di Pannella

Il coro di lodi sentito in questi giorni nei confronti di Marco Pannella ha messo sotto silenzio le tante cattive battaglie da lui portate avanti. Battaglie che hanno portato all'affermazione di un radicale individualismo nella nostra società

di GIUSEPPE ZOLA

Siamo costretti a ritornare sulle vicende relative alla persona di Marco Pannella, deceduto in questi giorni. Nessuno può mettere in dubbio la passione insolita con cui Pannella ha combattuto le proprie battaglie, distinguendosi, in questo, da tutti gli altri politici, per generosità e creatività. Ma ciò non toglie che si debba giudicare anche il contenuto delle sue lotte politiche, il che non sta avvenendo in questi giorni. Tutti a lodarlo, senza entrare nel merito di quanto da lui sostenuto, a volte vittoriosamente, a volte senza successo politico immediato, ma con vittoria culturale. Da questo punto di vista, una volta tanto sono d’accordo con Emma Bonino, la quale, con molta schiettezza, si è mostrata scettica circa la corsa di tanti, in questi giorni, per accaparrarsi l’eredità politica e culturale di Pannella. Anche molti cattolici si sono distinti in questa corsa, per il solo fatto che Pannella ha svolto alcune battaglie a favore dei carcerati. Ancora una volta, i cattolici privilegiano in modo acritico gli aspetti solidaristici (la carità è ben altra cosa), dimenticando del tutto quelli culturali e politici, che sono poi quelli che restano veramente nella storia di un Paese. E, su questo punto, è doveroso puntualizzare alcuni giudizi critici.

Pannella, occorre dirlo lealmente, è il vero vincitore della prima repubblica. I democristiani, tutti e solo attenti alla conduzione dell’economia (banche, IRI, sviluppo industriale) hanno delegato ad altri cultura e giustizia e quando si sono accorti che il costume del Paese era cambiato, era ormai troppo tardi ed inutili e controproducenti sono stati i referendum indetti in proposito. I DC si sono fatti superare dalla cultura radicale, che, appunto, alla fine ha vinto.

Anche la cultura marxista e comunista è stata vinta da Pannella: abbiamo assistito ad un PCI che è stato il più convinto sostenitore del divorzio, sulla base di una cultura che contraddiceva totalmente la propria. E non ho ancora capito perché, se non con la considerazione che il pensiero unico, ancora una volta, ha travolto ogni riferimento ad una concezione comunitaria dello stare insieme. Pannella ha fatto stravincere il più netto individualismo.

Ciò è accaduto per il divorzio, che, di fatto ed al di là di ogni intenzione, privilegia a tal punto le tendenze individualistiche da contribuire non poco allo sfaldamento dell’istituto famigliare, di cui ora molti si lamentano (anche se tanti altri contribuiscono per altre strade ad indebolire ulteriormente il nucleo fondamentale della famiglia). La debolezza della famiglia, ora, sta provocando danni incalcolabili per l’intera società.

Il più terribile individualismo è poi trionfato, grazie alle spinte decisive di Pannella e di tutti i radicali, nel caso dell’aborto, che ha culturalmente sancito che la distruzione di una vita è, addirittura, un “diritto” della donna. Con il metodo molto cinico dei radicali, la battaglia a favore dell’aborto è iniziata con la denuncia di alcuni casi drammatici, ma si è poi presto trasformata nella pretesa di trasformare addirittura in un diritto il fatto di ricorrere a quella che, eufemisticamente, è stata chiamata IVG, ma che , in realtà, costituisce la soppressione di una vita in atto.

Questa spinta di Pannella verso l’affermazione dell’individualismo si è poi espressa anche nei delicati temi della liberalizzazione delle droghe, della procreazione assistita o meno e dell’eutanasia. In questi casi, Pannella non ha vinto dal punto di vista legislativo, ma ha fatto fare progressi a quel pensiero unico che spinge, un po’ in tutto il mondo, in una direzione ben precisa.

Sui punti culturali, politici e legislativi delle battaglie di Pannella, quindi, non si può che dare un giudizio negativo, pur nel rispetto che si deve ad ogni persona umana. Purtroppo, in questi giorni, tale distinzione non è stata operata, nemmeno dalle più alte cariche dello Stato, le quali hanno lasciato passare il giudizio che, in fondo, tutto quello che Pannella ha fatto sia stato un bene. Non è vero. Anzi.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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