ADDIO ALL'EMA | 21 Novembre 2017

Le colpe di Gentiloni e dell'Europa

Ema, Italia umiliata. Le cause della sconfitta sono da ricercare nella debolezza del governo Gentiloni e nell'ipocrisia di un sistema di voto nato per affossare la candidatura di Milano

di ROBERTO BETTINELLI

L’Italia esce umiliata dalla competizione per aggiudicarsi l’Ema. Non ci sono scusanti né alibi. Il sorteggio che dopo il terzo turno ha decretato la vittoria di Amsterdam sembrava fatto apposta per punire chi, in sede di votazione, aveva prevalso nettamente. E’ il caso appunto di Milano che pur rappresentando una candidatura eccellente e non avendo mai perso il primato dei consensi, alla fine, è stata sconfitta dalla cattiva sorte. Ma soprattutto da una cattiva gestione dell’intera partita da parte del governo nazionale e della Commissione europea.

Gentiloni ha tentato troppo debolmente di ostacolare un sistema di voto macchinoso e poco trasparente, fidandosi a torto delle alleanze che si illudeva di aver costruito e che hanno dimostrato di non reggere alla prova finale. Ma l’Unione Europea non può dirsi estranea ad un episodio che risulta inaccettabile proprio per l’importanza della posta in gioco.

Un episodio che, francamente, è circondato da zone d’ombra. La Slovacchia, dopo il naufragio della proposta di Bratislava, pare si sia astenuta decretando il pareggio tra Milano e la capitale dei Paesi Bassi e facendo venire meno il numero dispari dei votanti. Una defezione che ha provocato il necessario ricorso alla dea bendata. Il ‘pare’ è d’obbligo dal momento che l’intera operazione era coperta dalla più fitta segretezza. Un’altra sciocchezza alla quale Gentiloni avrebbe dovuto opporsi nella fase preliminare del negoziato invece di fare buon viso a cattivo gioco.

L’Agenzia europea del farmaco vale 1,5 miliardi di euro di indotto. In un periodo in cui appare ormai conclamato il difetto di un’economia che a fronte di crescite pur lievi del Pil non riesce a smuovere di un millimetro l’asticella della disoccupazione, l’arrivo dell’Ema avrebbe rappresentato un impulso decisivo per la crescita. Tanto più che a beneficiarne sarebbe stata la Lombardia ossia la regione più performante e capace della penisola. Una garanzia per non vedere sprecata un’opportunità che invece è sfumata miseramente a causa della insipienza dell’esecutivo Gentiloni e di un’Europa del Sud che non ha saputo contrapporre un fronte compatto alle ambizioni germanocentriche del nord. Principale artefice della sconfitta italiana, infatti, ‘pare’ sia stata la Spagna di Rajoy.

Il fatto che contestualmente la Merkel e Francoforte abbiano perso a vantaggio della Parigi di Macron l’Eba, L’Agenzia europea delle banche, non può e non deve consolare gli italiani. Non è sulle disgrazie altrui che si costruiscono le proprie fortune. La cancelliera tedesca è alle prese con un governo abortito prima di nascere e talmente assurdo nella composizione da essere soprannominato ‘Giamaica’. Ad un mese dalle elezioni la Germania non ha ancora una guida. Pretendere di vincere la sfida dell’Eba in una condizione simile era impossibile.

Ma l’Italia un governo in carica ce l’ha. Gentiloni, semplicemente, non ha saputo raggiungere il risultato. E l’Europa ha fatto di tutto per ostacolarlo. Il premier, non fosse giunto ormai alla scadenza del mandato, dovrebbe dimettersi. Quanto all’Unione Europea, ancora una volta, ha rivelato una inutilità velata di inimicizia che non può non lasciare tracce nel giudizio degli italiani.  


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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