CENTRODESTRA | 27 Marzo 2019

Le ragioni di un altro successo

Basilicata, sesta regione al centrodestra che aumenta il vantaggio rispetto al Pd di Zingarettti, alla ricerca di una identità dopo la crisi renziana, e al M5S di Di Maio che dimezza i consensi. La Lega trascina ma il candidato è forzista

di ROBERTO BETTINELLI

Le elezioni regionali in Basilicata rappresentano il sesto successo del centrodestra dopo quelli ottenuti nelle competizioni analoghe che si sono svolte in Trentino, Abruzzo, Molise, Friuli e Sardegna.

Il generale in pensione della Guardia di Finanza Vito Bardi, fortemente voluto da Silvio Berlusconi, ha sbaragliato i concorrenti del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle.

Il risultato della vittoria del candidato azzurro ha quindi un triplice significato. All’interno dello schieramento del centrodestra Berlusconi può finalmente rivendicare un successo davanti agli alleati Salvini e Meloni che invece avevano avuto soddisfazione nelle altre tornate regionali.

In merito agli equilibri che stanno alla base dell’esperienza di governo, il Movimento 5 Stelle esce ancora una volta sconfitto. Il fatto poi che il partito di Di Maio rivendichi il primato nella gara dei partiti ha poca importanza. La percentuale del 20% dei consensi dimezza di fatto i numeri delle politiche dello scorso marzo dimostrando ancora una volta come, anche nel sud che dovrebbe essere premiato con il reddito di cittadinanza, l’avventura a Palazzo Chigi abbia tutt’altro che rafforzato l’immagine grillina agli occhi dell’opinione pubblica. L'eccesso di aspettativa per l'ingresso nella stanza dei bottoni si sta traducendo in una emoraggia di voti. E, almeno ora, non c'è verso di arrestare il fenomeno. 

Appare inoltre sensibile il distacco tra il candidato del centrodestra e il rivale Carlo Trerotola del centrosinistra a guida Pd che, dopo oltre due decenni, perde la guida della regione. E’ il segno che il nuovo corso inaugurato dalla segreteria di Nicola Zingaretti ha bisogno di più tempo per tradursi in risultati utili sul piano elettorale. Il Pd ha deluso rimanendo al di sotto del 10% dei consensi e, allo stato attuale, è ancora percepito come una forza politica impantanata nella ‘terra di mezzo’. Il nuovo segretario deve elaborare messaggi inediti, costruire alleanze e proporre azioni politiche per dare un segnale di superamento rispetto al recente passato dominato da Matteo Renzi. Zingaretti è animato da una strategia unitaria e neoulivista anche se più spostata a sinistra per contrastare il Movimento 5 Stelle. Finora è rimasta sulla carta. E in ogni caso è stata tracciata in modo confuso. E' ancora troppo presto per vedere i frutti del cambiamento. 

Le ragioni della vittoria del centrodestra sono da rintracciare nell’ottima prestazione della Lega che si afferma come il secondo partito, sfiorando il 20%, e che è tutta da ricondurre al convincente dinamismo del segretario-vicepremier Salvini. Forza Italia tiene con un buon 10% mentre Fratelli d’Italia supera egregiamente l’8%.

Con un Pd alla ricerca di una nuova identità e un M5S in caduta libera, è il centrodestra nella sua formulazione storica e nella sua composizione più ampia a rappresentare una proposta che viene giudicata coerente e competitiva dagli elettori. (Roberto Bettinelli)


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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