PENSIERO UNICO | 11 Gennaio 2017

Le scelte suicide dei laicisti

Il presidente francese Hollande (come Obama e Renzi in contesti diversi) ha pagato per le proprie scelte di stampo laicista. Il suo successore Valls ripropone gli stessi temi. La cecità del pensiero unico non si ferma nemmeno di fronte all'impopolarità

di GIUSEPPE ZOLA

Come è noto, il presidente francese Hollande ha basato la sua politica interna sui dettami del pensiero unico, imponendo nel Paese tutto ciò che gli veniva dettato dalla lobby LGBT e nelle scuole un unico insegnamento statale, anzi “repubblicano”. Questa sua testardaggine nel volere affermare un pensiero laicista per via di legge ha contribuito in misura notevole alla sua sconfitta politica, tanto che ha rinunciato a riproporre la sua candidatura alla presidenza.

In America, il presidente Obama ha percorso la stessa strada di Hollande, il che ha indotto gli americani a votare Trump, anche a causa della fallimentare politica estera degli ultimi otto anni.

In Italia, Renzi, contro ogni logica, ha voluto imporre in ogni modo lecito e illecito le cosiddette “unioni civili”, il che è stato un fattore determinante per la sua sconfitta nel recente referendum, che gli è costata la perdita della presidenza del consiglio. Malgrado questo, il Matteo nazionale (non me ne voglia Salvini) non ha mostrato alcun pentimento circa la sua politica volta, malgrado la sua professione di cattolicesimo, a far prevalere il pensiero della Cirinnà e della Fedeli, che, anzi, è stata promossa a ministro.

Ma anche il pessimo Obama, malgrado la pesante sconfitta subita, continua imperterrito, in questi due mesi (troppi!) di interregno, a magnificare le sue scelte buoniste, ancorché impopolari.

Ma la cosa che mi sorprende di più è nel constatare che anche il nuovo candidato socialista alla presidenza francese, l’ex premier Valls, insiste nel porre ai primi punti del suo programma (invece, avrebbe tutto l’interesse a differenziarsi da Hollande) il rafforzamento del laicismo in Francia. Neppure le sconfitte di Hollande lo hanno fatto riflettere e gli hanno fatto capire che il problema del suo Paese (e dell’intera Europa) non è quello di indebolire l’identità cristiana, da cui la Francia stessa è nata, ma di rafforzare la certezza circa alcuni ideali senza i quali ogni popolo è destinato a sfaldarsi. Il laicismo fa trionfare la neutralità, la quale non è in grado di aiutare le persone, e soprattutto i giovani, a formarsi un giudizio capace di diventare collante e difensore del popolo.

In una recente intervista rilasciata a Marco Guerra da Antoine-Marie Izoard, direttore della rivista “Famille Chretienne”, si afferma che oggi la Francia “è soffocata da laicismo e islam”. E così, aggiungo io, Valls è più preoccupato di mettere a tacere il cattolicesimo con esasperato e liberticida laicismo, piuttosto che prendere seri provvedimenti nei confronti delle sacche rappresentate dai musulmani, 30% dei quali non condividono i “valori” della società francese. Di fronte a questo reale pericolo, Valls, irresponsabilmente, preferisce mettersi dalla parte di coloro che “oscurano i siti pro life e vietano i presepi”. Ciò conferma che chi è accecato dal “pensiero unico” non riesce più a vedere la vera e cruda e scomoda realtà.

Ripeto che mi stupisce che i pappagalli del pensiero unico non riescano neppure a imparare dalle pesanti sconfitte subite in questi ultimi tempi. Allora, occorre aumentare la resistenza.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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