L'ULTIMO MONARCA | 19 Dicembre 2017

Le spoglie del re fantasma

Vittorio Emanuele III di Savoia non merita il Pantheon. Ma la retorica della resistenza non ha pietà nemmeno per gli sconfitti dalla storia

di ROBERTO BETTINELLI

Vittorio Emanuele III di Savoia non merita il Pantheon. Ma una sepoltura in Italia sì. E le polemiche di questi giorni appaiono figlie di una retorica della resistenza incapace di avere pietà di un uomo sconfitto dalla storia.

L'ultimo Savoia ha messo fine alla monarchia parlamentare non riuscendo ad impedire, al momento opportuno e pur avendone tutte le possibilità, l’avvento di Mussolini. Al tempo stesso, durante il ventennio fascista, ha lavorato in modo costante e silenzioso per indebolire il regime senza mai sfiduciarlo apertamente. La fuga di Brindisi e la condotta dopo l’armistizio è stata esecrabile dal momento che ha lasciato l’esercito italiano senza guida e alla mercé delle vendette dei tedeschi. In ultimo ha subito l’umiliazione dell’esilio, in Egitto, dove è deceduto proprio nel giorno dell’atto di nascita della repubblica italiana.

I Savoia sepolti al Pantheon, Vittorio Emanuele II ed il figlio Umberto I, sono stati ottimi regnanti. Il primo ha portato a compimento l’unità della nazione mentre il secondo l’ha consolidata. Si può discutere quanto si vuole sul significato storico delle loro azioni ma il giudizio nei loro confronti è prevalentemente positivo. Non così per il più sfortunato e meno dotato Vittorio Emanuele III. La sua salma, insieme a quella della moglie Elena, è tornata in Italia in mezzo alle polemiche. Incomprensibili vista la caratura storica del personaggio sul quale pende uno sfavore giustificato e unanime.

Ma se Vittorio Emanuele III non merita il Pantehon almeno una sepoltura gli è dovuta. Ed è giusto che sia nel suo Paese d’origine. Senza troppe ostilità da parte dell’Anpi o delle comunità ebraiche che hanno giustamente ricordato il via libera dell’ultimo Savoia alle leggi razziali. Mai come ora può funzionare la metafora della nazione come madre. E una madre accoglie tutti: i figli buoni e cattivi. In quanto italiano Vittorio Emanuele III non può che trovare sepoltura sulla penisola. La soluzione familiare del Santuario di Vicoforte va più che bene. Il Pantheon sarebbe un luogo decisamente sovrastimato per ospitare le spoglie di un monarca che tra le tante colpe ha pure quella di non essere stato in grado di conservare una delle monarchie più stabili del vecchio continente.

Ma sovrastimati sono anche gli attacchi generati da una retorica della resistenza che impone inflessibilità e rigore ideologico unicamente per affermare sè stessa e la propria sopravvivenza. Lasciamo che il Savoia riposi in pace al fianco della moglie. Nessuno lo rimpiangerà. Era un re fantasma in vita e ha continuato ad esserlo dopo la morte.

 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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