IN DIFESA DEL CARROCCIO | 02 Ottobre 2017

Il volto responsabile della Lega di governo

Il voto catalano e l'alleanza di centrodestra. L’anima di governo del Carroccio e la tattica ipocrita del centrosinistra che gioca a dipingere la Lega come estremista e inaffidabile per allontanarla da Forza Italia e per paura di perdere le elezioni

di LUCA PIACENTINI

Il volto politico ‘responsabile', nella Lega, non ce l’hanno solo Maroni e Zaia, come molti, a sinistra e nel PD, forse per ragioni di tattica politica o per la paura di perdere le prossime elezioni, vorrebbero farci credere. E neppure ce l’hanno solo i consiglieri regionali che sostengono i rispettivi governtori di Lombardia e Veneto. 

L’anima battagliera del Carroccio è inevitabile: si tratta di una forza che nasce da un movimento di popolo e che intende garantire più autonomia ai territori, un’istanza che più democratica non si può. Così come sono irrinunciabili i toni accesi e le 'sparate' contro l’invasione dei migranti o l’Europa immobile, che sottolineano in maniera ruvida problemi reali, scaldano gli animi dei militanti, problemi a cui il Carroccio propone però soluzioni concrete e realizzabili. E’ passione politica, ingrediente indispensabile dell’impegno pubblico, della creazione di un partito, della mobilitazione per il voto, della conquista dei seggi necessari a governare. 

Le posizioni di Maroni e Zaia sul referendum catalano non sorprendono: non c’entra nulla con la consultazione del 22 ottobre, il paragone con la quale risulta capzioso. Quella in Spagna è una consultazione illegittima, questa in Italia è prevista dalla legge e confortata da un parere della Consulta. 

Altro esempio, le alleanze. Negli ultimi giorni abbiamo visto un’accelerazione non da poco: Salvini che, dopo avere abbandonato il messaggio totalmente anti euro, ora ‘salva’ il PPE di Orban, restando possibilista sul resto. 

Per inciso: quest'ultima è una posizione in sé corretta, perché Orban non è per nulla quel becero capo politico che calpesta la democrazia che vorrebbero far credere i socialisti europei, bensì un leader che ha il merito di avere rilanciato una politica economica di crescita in Ungheria e sul piano culturale difende senza mezzi termini le radici cristiane dell’UE. 

Tornando a Salvini e 'sull’apertura' al PPE, i maligni potrebbero dire: mero opportunismo, così restano insieme a Forza Italia e si mettono d’accordo per le poltrone. La risposta: niente di più falso, è questa l'anima della Lega, un partito nato non per la pura protesta ma per conquistare voti in modo democratico, prendere il potere legittimamente e dotarsi delle armi legislative necessarie per cambiare le cose. Ragione per cui si stringono alleanze, con un programma comune e punti chiari da perseguire insieme. 

Per fare un paragone europeo usando una metafora: la differenza che passa tra Lega da un lato, Alleanza per la Germania e Front National dall’altro (gli altri cosiddetti 'sovranisti') è la stessa che c'è tra chi grida per segnalare un pericolo lungo una strada mostrando i cartelli da seguire per evitarlo e chi urla invece senza indicare nulla, al massimo una strada buia o una via sbarrata e impercorribile, che fuor di metafora potrebbe significare protezionismo puro e irrealizzabile, un vero suicidio economico. 

Chi nel PD e nel centrosinistra punta ad accostare Lega e M5S sottitendendo un'incompatibilità del Carroccio con Forza Italia è poco credibile perché esposto ad una critica difficile da contro argomentare: non si tratta di un accostamento fondato e basato sui contenuti, ma di una tattica politica che punta a dividere Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, la cui rinnovata alleanza, c’è da scommetterci, farà vedere i sorci verdi agli avversari. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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