DIBATTITO SURREALE | 22 Agosto 2017

Lo «Ius soli»? Ma quale priorità

Sullo Ius soli il PD fa marcia indietro. E al Meeting Gentiloni sta sul generico e non lo cita neppure. Mentre il centrodestra insiste giustamente nella linea della responsabilità: dal terrorismo alla disoccupazione, discuterne ora fa solo danni

di LUCA PIACENTINI

Quello sullo Ius soli è un dibattito surreale. Se non fossimo in qualche modo allergici ai luoghi comuni esterofili, verrebbe da dire che certe cose si vedono solo in Italia. Per l’allargamento delle cittadinanza non è il momento. Punto. A prescindere dalle posizioni. E senza partire per forza dalla linea dura, quella di chi non si sogna neppure lontanamente di prendere in considerazione modifiche alla legge attuale. 

Forza Italia esprime un giudizio di buon senso, sottolineato dal governatore Giovanni Toti, che sul Corriere della Sera si mostra sostanzialmente coerente con la posizione forzista (la cittadinanza va richiesta, è il frutto di un giudizio responsabile; non va regalata, soprattutto da una sinistra che tenterebbe di allargare il bacino dei potenziali elettori): ci sono troppi buchi nel sistema giuridico continentale, in un’Europa «sotto attacco», che stenta a difendersi dal terrorismo e a gestire i flussi migratori, discutere di Ius soli è controproducente. 

Il giudizio sulla politica è coerente con la storia di responsabilità del centrodestra: in politica servono soluzioni, i provvedimenti migliori alle condizioni date. E dalla disoccupazione agli attacchi jihadisti, rileva l’esponente azzurro, oggi queste condizioni proprio non sembrano esserci. E non c’è contraddizione tra questo giudizio e l’essere cattolici. 

Come rileva il Giornale, il generale Mario Mori centra il punto: la storia di colonialismo ridotto dell’Italia, a confronto con Francia, Belgio o Gran Bretagna, rallenta l’ampliamento della platea di immigrati di seconda e terza generazione dotati di cittadinanza, quindi più difficili da sottoporre a controllo sul fronte della lotta al terrorismo, mentre agevola il lavoro delle forze dell’ordine del nostro paese, che possono effettuare espulsioni con maggiore facilità. 

Al Meeting di Rimini il premier Paolo Gentiloni ha glissato: ha citato il tema dell’inclusione-esclusione, ma si è guardato bene dal nominare in modo esplicito lo Ius soli. In coerenza con la marcia indietro del PD, che è passato dal ritenere una priorità l’approvazione della legge ad una cautela quasi stucchevole per la contraddittorietà politica, viste le premesse decisioniste. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.