MEDIA & POLITICA | 10 Novembre 2014

Lo strano caso dei LuxLeaks

La montagna del giornalismo dei «leaks» ha partorito l'ennesimo topolino. Perché questo attacco a Juncker?

di REDAZIONE

Sulla Commissione europea a guida Juncker si è abbattuta la più critica delle bufere che possano colpire un politico o un'istituzione al giorno d'oggi: lo scandalo mediatico. Tutto nasce dalla pubblicazione, da parte di giornalisti riunitisi sotto l'improbabile sigla di The International Consortium of Investigative Journalists, di ben 548 documenti sugli “accordi segreti ” in materia di imposizione fiscale tra 343 aziende e le autorità del Lussemburgo, durante i 18 anni in cui Jean Claude Juncker è stato premier del suo paese. Lo scandalo sarebbe dato non tanto dal fatto di aver eventualmente compiuto azioni di dubbia legalità (tutti ammettono che gli atti cui i documenti si riferiscono siano perfettamente in linea con le leggi del Lussemburgo), ma dall'eventuale violazione delle norme comunitarie sulla concorrenza e gli aiuti di Stato.

Come succede in molti dei cosiddetti ''casi mediatici'', anche questa volta non si capisce bene bene quale sia la sostanza del problema. Si potrà certamente dire che la normativa del Lussemburgo deve essere rivista, soprattutto in un momento in cui gli Stati dell'eurozona fanno grandi sacrifici e non meritano di essere privati di entrate fiscali a causa delle leggi di un altro stato. Ma tutto questo, come ha chiarito la commissaria per la Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, è già oggetto di «due inchieste in corso avviate dalla Commissione europea sui regimi fiscali del Lussemburgo». Ma il punto ora è che il caso viene generalmente presentato come un problema che coinvolge direttamente il neopresidente Juncker. Perché? Non si sapeva che era premier del Lussemburgo prima della sua elezione? Non si conoscevano le norme di quel paese? Non si era a conoscenza delle inchieste in corso da parte della Commissione ?

Per altro, come ha fatto notare Giampiero Gramaglia, direttore del sito di informazione europea www.euractiv.it, la legislazione del Lussemburgo non è un caso isolato, e poco si discosta su questa materia da quella di paesi come l'Olanda e l'Irlanda. Ma se anche fosse, se anche il Granducato avesse una situazione del tutto autonoma e pure anomala, non si capisce affatto perché questo problema debba ora investire Juncker, quando tutto era a tutti noto prima della formazione della nuova Commissione europea.

Inutile cercare di ipotizzare motivi nascosti, retroscena, complotti. Tutto questo fa parte delle interpretazioni e delle opinioni. Ma il dato sull'inconsistenza dell'ennesimo dubbio scoop ad opera del giornalismo dei cosiddetti «leaks» è incontrovertibile: anche questi leaks, come tanti loro precedenti, non dicono nulla, non aggiungono nulla di nuovo, non alzano il velo su nessun segreto. La realtà di cui si parla era a nota a tutti. Se si vuol decidere di far fuori Juncker per altri motivi, lo si dica chiaramente, e si affronti limpidamente la questione da un punto di vista politico.


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L'Informatore - Quotidiano liberale

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