«TAGLIO DELL'IMU» | 07 Settembre 2015

Ma il futuro del Paese si gioca sulle tasse alle imprese

Riparte la discussione sulla Legge di stabilità. Il numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi chiede di ridurre la pressione fiscale sulle imprese. E la Cgia di Mestre lancia l'allarme «clausole di salvaguardia»: rischiamo aumenti di tasse per 1,4 milia

di LUCA PIACENTINI

Sì agli sgravi fiscali alle imprese. No all'incertezza e alla mancanza di trasparenza: il governo Renzi dica dove troverà le risorse per scongiurare aumenti di tasse.

Il primo è un giudizio netto sul da farsi espresso dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi rispondendo ai cronisti a margine dell'assemblea annuale di Bologna: la riduzione delle tasse è una priorità, e deve essere fatta con il taglio della spesa pubblica, di cui in questo momento non vediamo traccia, ha detto il numero uno degli industriali, che auspica una stabilizzazione degli incentivi alle imprese che assumono e ammonisce sull'importanza di ridurre la presa del fisco sulle aziende, prima ancora che sulla casa.

Il secondo concetto, il richiamo alla trasparenza, è contenuto nell'allarme lanciato dall'ufficio studi della Cgia di Mestre: «Entro la fine di questo mese - sottolinea l'associazione - dovranno essere emanati due provvedimenti legislativi per sterilizzare altrettante clausole di salvaguardia per un importo complessivo di 1,4 miliardi di euro. Diversamente dal 1 ottobre scatteranno gli aumenti delle accise sui carburanti e degli acconti di novembre di Ires e Irap sulle imprese». 

Confindustria indica un obiettivo chiaro, il sostegno alle aziende per favorire la crescita, perché solo così si dà un taglio vero alla disoccupazione; la Cgia di Mestre propone una questione di metodo: chiarezza nell'indicare le coperture. Prospettive complementari, che riportano il dibattito pubblico nel solco della concretezza e sul terreno dell'economia, il campo sul quale si gioca il futuro di ogni politica. E, di conseguenza, anche il destino dell’attuale governo, che il presidente del Consiglio si ostina invece ad agganciare alla serie di annunci su ciò che l'esecutivo è pronto a fare o che farà. 

La prossima misura sbandierata è l'abolizione dell'Imu dal 16 dicembre, quando si celebrerà il «funerale delle tassa sulle casa», come lo ha definito Renzi con un'espressione di sicuro effetto ma che si scontra con la spigolosità dei numeri e dei bilanci. E' il senso delle affermazioni del centro studi della Cgia quando invita a rimanere sul chi va là in merito alle clausole di salvaguardia: «Siamo certi che il governo Renzi non avrà problemi a reperire questi 1,4 miliardi di euro - sottolinea Paolo Zabeo della Cgia - molto più difficile sarà recuperarne altri 16 per sterilizzare gli effetti economici delle clausole di salvaguardia per l'anno venturo. Risorse che l'esecutivo dovrà individuare entro la fine di quest'anno, probabilmente con la prossima legge di stabilità. Pertanto, va benissimo togliere le tasse sulla prima casa. Tuttavia è necessario essere chiari e dire dove si troveranno le coperture per scongiurare l'aumento dell'Iva, delle accise e degli acconti Irap e Ires, per abolire la Tasi ed eventualmente anche l'Imu sull'abitazione principale e, infine, per scongiurare la riduzione delle detrazioni e deduzioni fiscali». 

Il messaggio è chiaro: il mondo economico non si fa illusioni ed è ben consapevole di ciò che traina davvero l’economia, come ricorda spesso in questi giorni Giorgio Squinzi attribuendo la ripresa del Pil alla congiuntura internazionale favorevole (calo del petrolio, quantitative easing della Bce, cambio euro-dollaro) e non certo alle misure del governo. Che, giustamente, rimane il sorvegliato speciale.


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.