SICUREZZA | 26 Luglio 2018

Ma l'Italia è già un Far West

Il caso della bambina rom raggiunta per sbaglio dal proiettile sparato da un pensionato con una pistola ad aria compressa. «L’Italia non sia un Far West» ha commentato Mattarella. Ma è proprio questo il clima che si respira nel Paese

di ROBERTO BETTINELLI

Il fatto è universalmente esecrabile. Protagonista un ex dipendente del Senato in pensione che compra una pistola ad aria compressa, esce sul terrazzino di casa e ne verifica il funzionamento. Parte il colpo. Accidentalmente. Il bersaglio involontario è una bambina rom. La piccola, di nome Cirasela, viene raggiunta alla schiena mentre è in braccio alla mamma. Rimane gravemente ferita.

L’uomo ha dichiarato che tutto è avvenuto per errore e che non era sua volontà colpire la bambina. Gli investigatori ne hanno preso atto ma il pensionato risulta indagato per lesioni gravissime.

La vicenda è stata commentata dal presidente Mattarella. «L’Italia non sia un Far West» ha detto il capo dello stato in un’occasione pubblica. Il punto di vista è universalmente condivisibile. L'auspicio, anche, ma poco realistico. L’Italia, di fatto, è già un Far West.

D’altronde se la percezione della sicurezza da parte dei cittadini non fosse ai minimi storici la Lega di Salvini, che deve le proprie fortune alla durezza con la quale sta affrontando la crisi migratoria in sede europea, non avrebbe raggiunto gli attuali livelli di consenso.

Il legame fra la presenza degli stranieri e la microcriminalità è tangibile. Cresce il primo fattore e cresce, ineluttabilmente, il secondo. Da qui il sentimento di paura che si è diffuso nel Paese ed in risposta al quale la prova muscolare del leader della Lega è interpretata con largo favore dagli italiani.

Mattarella fa bene a richiamare tutti all’ordine, intervenendo su un episodio di cronaca che all’inizio sembrava proporre un altro caso Traini e che invece si è via via sgonfiato. Stando alle spiegazioni del pensionato, infatti, l’episodio avvenuto a Roma per quanto grave non può che essere derubricato essendo venuta meno sul piano morale, e penale, la componente del dolo. Si tratterebbe cioè di un drammatico incidente e non di un folle e pianificato ‘tiro al bersaglio’ di marca xenofoba o razzista. 

Resta, insomma, la scena dimessa di un innocuo pensionato metropolitano che nella morsa del caldo ha visto bene di sporgersi dal balcone armeggiando con una pistola carica. La canna puntata nella direzione sbagliata. Fino al momento fatidico e casuale dell’esplosione. Una scena da Far West. Anche in assenza di dolo. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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