PUBBLICA AMMINISTRAZIONE | 22 Gennaio 2016

Il ministro di porcellana e le finte riforme di Renzi

Dietro lo specchietto per le allodole del ''licenziare i fannulloni'', il ministro Madia dimostra di non avere nessuna idea su come riformare la Pubblica Amministrazione. Siamo all'ennesima riforma mediatica del governo Renzi

di LORENZO FUMAGALLI

Surreale. A vederla ieri sera a Piazzapulita, il ministro Madia sembrava la caricatura della bravissima Sonia Bergamasco di Quo Vado?: una ceramica Lenci ricoperta di belletto e boccoli d’oro che sciorinava con teutonica freddezza il nuovo decalogo per le esecuzioni sommarie dei fannulloni nella Pubblica Amministrazione. Senza scampo e senza pietà: per nessuno, ha tenuto a sottolineare.

Peccato che a chiunque si intenda un minimo di P.A. italiana sia invece apparsa in tutta la sua tragica evidenza l’incapacità di questo Governo di andare oltre il colpo mediatico e di fare le riforme vere.

I casi di comportamenti fraudolenti nella P.A. italiana sono circa 6.000 l’anno, pari allo 0,0015% degli impiegati totali. Sarebbe come dire che in un'azienda di 1.000 dipendenti ogni anno c’è un dipendente che fa il furbo. Fisiologico. Di quei 6.000 casi solo in circa 200 si arriva all’effettivo licenziamento senza reintegro da parte della magistratura. Il che vuol dire che la magistratura reintegra il lavoratore in quasi tutti i casi segnalati dalla P.A., spesso con ricadute e ammende sui dirigenti che quel dipendete avevano “licenziato”.

Ma questo non stupisce (in Italia): perfino la FIAT ha dovuto riassumere per ordine della magistratura i dipendenti che aveva licenziato perché, prove alla mano, avevano sabotato le linee di produzione. Quindi, in una Repubblica dove nemmeno i privati possono licenziare (Caprotti di Esselunga docet), ecco che se ne esce la ministra di porcellana a cacciare in 48 ore i fannulloni del posto fisso.

Come? Minacciando di inviare nelle patrie galere (cosa non vera peraltro, altra gaffe dell’improvvida Walchiria in camicetta) i dirigenti che non “licenziano” entro 48 ore i fannulloni scoperti. Quindi i dirigenti d’ora in poi dovrebbero stare appesi tra la galera se non “licenziano” e i risarcimenti da pagare di tasca loro quando il licenziato viene reintegrato dalla magistratura. E come scegliere i firigenti che devono controllare? La sventurata rispose: «La scelta dei dirigenti deve avvenire attraverso i concorsi e le valutazioni degli obiettivi». Forse non se ne accorata, ma è già così da anni. Peccato che ai concorsi pubblici i politici spesso sponsorizzino le loro cordate di candidati (concorsi che infatti vengono quasi sempre annullati, quando li si indaga) e che se un dirigente non valuta i dipendenti con voti alti si ritrova i sindacati in ufficio. E aggiungiamo che in questo Paese, i politici non li valuta più nessuno, perché di andare alle elezioni ci si guarda ben bene…

Ma ciò che più di tutto infastidisce è che nessuno si è chiesto cosa faranno in ufficio tra una timbratura e l’altra i redarguiti fannulloni? Niente. Perché la preoccupazione del ministro è che si timbri il cartellino e si stia in ufficio. A far cosa non è affar suo. Ci sono migliaia di dipendenti delle ex-Provincie e di altri numerosi enti pseudo-soppressi che da almeno tre anni vivono in un limbo di non competenze in attesa di essere riassegnati altrove. Quanto agli enti funzionanti, beh provate voi a far lavorare uno che non ne vuol sapere nella P.A.: tra sindacati fanatici, certificati medici, handicap reali o presunti, assistenza agli immancabili parenti disabili, totale assenza di strumenti punitivi, il nostro Checco Zalone d’ufficio l’avrà sempre vinta.

A discapito degli uomini di buona volontà che tengono in piedi da soli interi uffici e non ricevono premi in più, perché quelli sono a pioggia, miserabilmente ma equamente distribuiti tra tutti esattamente come gli stipendi, spesso miserandi, senza convenzioni sanitarie o assicurative, e senza adeguamenti Istat da otto anni (cosa che per un imprenditore privato equivarrebbe alla persecuzione sociale e penale). Vi ricordate Fantozzi? Ecco, finiremo col bastonare lo sfigato di buona volontà che alla prima timbratura sgarrata pagherà per tutti.

Un'ultima considerazione: il posto fisso nella P.A., sappiatelo italiani, è l’ultimo argine che esiste contro i predoni della politica, che già oggi, ce lo confermano i fatti di cronaca, “mobbizzano” fior di dipendenti pubblici non compiacenti e sponsorizzano i propri candidati agli incarichi di prestigio e ai concorsi.

Licenziare i fannulloni è solo la punta di un iceberg mastodontico e complicatissimo, che la sinistra italiana pareva conoscere bene, almeno un tempo, e sul quale il Governo, come su molti altri iceberg, pare non volersi addentrare se non superficialmente e mediaticamente, non si sa se più per colpa o per dolo.


LORENZO FUMAGALLI

Milanese e di questo felicissimo. Anarchico conservatore di destra (siamo rimasti io e John Milius), statalista liberale, sono rivoluzionario e progressista solo nell’arte, mia grande passione. Mi occupo da anni di Pubblica Amministrazione in varie vesti (sempre portate con un certo stile): politico, dipendente, consulente, editorialista. Odio i moralisti, male assoluto dell’italico stivale.

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