GOVERNO & UE | 21 Novembre 2018

Manovra bocciata, Italia resta sola

UE boccia compatta la manovra del governo. Intanto Lega e 5 Stelle litigano su tutto, dagli inceneritori alla prescrizione, lo spread è alle stelle e i cittadini ci rimettono su prestiti e mutui. Un futuro di lacrime e sangue

di ROBERTO BETTINELLI

E come c’era da aspettarsi, alla fine, la UE ha bocciato la manovra del governo Conte. Un esito scontato, visti i cattivi fondamentali della legge finanziaria varata dall’esecutivo tenuto a battesimo da Lega e Movimento 5 Stelle, ma che bisognava evitare a tutti i costi. Essere percepiti come una minaccia dell’euro, la nostra moneta oltre che la moneta dei paesi partner, genera conseguenze che sono tutto tranne che delle boutade. La procedura d’infrazione per deficit eccessivo, che scatterà se il governo non inverte a brevissimo la rotta, è destinata a complicare gravemente la vita della nazione imponendo sacrifici enormi a cittadini, famiglie e imprese. Il percorso prevede, infatti, una drastica riduzione del debito a tappe forzate. Il premier Conte, e i due vice premier Salvini e Di Maio, hanno così ottenuto l’effetto contrario rispetto a quanto si erano prefissati contraendo i margini della flessibilità europea ben oltre lo stato attuale.

Se Bruxelles ha deciso di attuare la linea dura contro l’Italia è perché il Def non ha convinto. Anzi ha spaventato i nostri interlocutori. E non solo loro dal momento che in queste settimane si sono succeduti i pareri negativi di Bankitalia, Ufficio parlamentare di bilancio, Fmi, Insp e Istat. Insomma tutte le ‘agenzie terze’ che hanno il compito, ognuna a seconda della propria missione, di occuparsi della materia economica e che all’occorrenza sono state interpellate per esprimere un giudizio sulla legge di bilancio del governo gialloverde.

Ora l’Italia è davvero sola in una situazione che richiederebbe invece molti e forti alleati. Lo spread è strutturalmente superiore ai 300 punti, una quota che costringe lo stato a pagare interessi maggiori per rendere appetibili i nostri Btp che faticano a trovare acquirenti sia nel settore dei risparmiatori privati che in quello degli investitori istituzionali.

Tutto questo accade nel momento in cui gli stessi imprenditori italiani, attraverso le rispettive associazioni di categoria, manifestano la loro contrarietà verso la strategia economica del governo che tra quota 100 in ambito pensionistico, reddito di cittadinanza e una flat tax troppo deludente rispetto alle aspettative non fa che aumentare il debito senza garantire la crescita.

Nel frattempo anche i paesi sovranisti, come l’Austria di Kurz o l’Ungheria di Orban, invocano sanzioni per l’Italia mentre Lega e Movimento 5 Stelle litigano in continuazione. I punti di attrito si moltiplicano giorno dopo giorno: gli inceneritori in Campania, la prescrizione, il reato di peculato, i profilattici per i rifugiati. Da una parte un governo diviso e dall’altra un’Europa unita contro l'Italia considerata la mina vagante che mette a rischio la sopravvivenza dell’euro. Facile immaginare chi ne esca con le ossa rotte. Ma il motivo resta inspiegabile ed anche la volontà di prevalere nella folle corsa dei sondaggi e del consenso interno appare, ormai, ingiustificabile. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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