ARTE DEGENERATA | 10 Novembre 2015

Marò come Madonne, quando si prova solo disgusto

In mostra a Torino l’opera-scandalo che raffigura i Marò come Madonne. Un esempio del declino dell’arte contemporanea. Un 'sistema' che premia l’urlo meccanico della protesta soffocando l'onesta e antica ricerca della bellezza

di ROBERTO BETTINELLI

Le due ‘madonne’ con i volti dei fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in mostra ad Artissima a Torino evidenziano il declino del gusto contemporaneo. 

Si tratta di una degenerazione che ha colpito gli artisti, se tali si possono ancora definire, e i curatori delle mostre che infangano le istituzioni culturali delle capitali italiane dell’arte. 

La responsabilità del fallimento, perché di questo si tratta, deve essere equamente ripartita. Basta analizzare l’opera in questione, senza peraltro eccedere con l’occhio clinico di ‘chi ne sa’, per riscontrare una imperdonabile povertà di mestiere. 

I volti dei due Marò sono inseriti dentro ‘pale’ dove i fogli di giornale disegnano la sagoma della figura sacra. Il bambino è sostituito dal fucile mentre ai piedi dell’opera è posizionato un teschio con un fiotto di sangue. La didascalia è irriverente al limite dell’insulto: «Invecchiano, si ammalano e piangono sangue. Lontane dalla loro patria, dai loro altari e dall’abbraccio dei loro (immorali) fedeli…una è trasvolata (temporaneamente) in un santuario pugliese. L’altra arde di invidia».

E’ kitsch ideologico. Purtroppo molto frequente. L’assenza di manualità contraddistingue le tendenze ultime dell’arte dove gli spettatori sono costretti a subire sistematicamente lo scippo della bellezza da parte di un manipolo di pseudo artisti e pseudo creatori di eventi. Ciò che viene scientemente liquidato è il tempo autentico dell’opera, l’eternità, sostituito dal mito sbrigativo e superficiale dell’attualità. 

L’istantanea, come è il caso dell’opera sui Marò, è offerta senza alcun codice formale e senza il sacrificio che genera l’unicità dello stile. Un traguardo, questo, che ha la sua legittimazione nell’inedito incontro fra la tradizione nazionale e la storia artistica personale. 

Il rimando alle ‘Madonne’ nell’opera esposta a Torino non è altro che una meccanica associazione di idee. Gli opposti sono avvicinati per innescare il conflitto rinunciando alla missione sacrale dell’arte di forgiare un’entità spirituale in cui idea e corpo sono saldati dentro un’unione indissolubile. 

La provocazione, l’idea brutale ed esplosiva, l’iperbole, l’ipertrofia dell’aggressione e della violenza. Sono queste le coordinate del 'sistema'. Prima di essere contemplati in quanto manufatti che testimoniano la possibilità di esistenza della bellezza, le ‘opere’ sono il frutto del livellamento di una globalizzazione che soffoca la ricerca formale. 

Il festival torinese beneficia del patrocinio della Regione Piemonte e del Comune. L’opera ha suscitato comprensibili polemiche in ‘sede politica’ che hanno costretto il sindaco Fassino a dover prendere le distanze. 

L’autore risponde al nome di un perfetto sconosciuto che fa parte di un collettivo di artisti. Non si illuda di essere andato oltre lo spazio infinitesimale di una celebrità dettata dal battibecco di un consiglio comunale oltre che dai ritmi vorticosi dei media. Ma chi ha autorizzato l'inserimento del pezzo nella rassegna si vergogni per il cattivo gusto oltre che per l’opportunismo da quattro soldi.


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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