TRIBUNALE DI AMBURGO | 25 Agosto 2015

Marò, una vergogna nazionale

La corte internazionale di Amburgo congela lo status quo: niente rimpatrio per il marò Girone mentre Latorre dovrà tornare in India. Uno schiaffo all’Italia e le lacrime di coccodrillo dei politici

di ROBERTO BETTINELLI

Dopo essere stati traditi dal loro Paese, i due fucilieri di marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sono finiti nel tritacarne del diritto internazionale. Il Tribunale del Mare di Amburgo ha spento ogni speranza di riportare a casa definitivamente, e in tempi rapidi, i due marò. Se Girone è da più di tre anni e mezzo in India, Latorre dovrà farvi ritorno a breve. 

Inutile dire che fra gli addetti ai lavori il risultato era pienamente atteso. Solo i politici nostrani, a partire da Renzi e dal ministro Del Rio, erano convinti di ottenere qualcosa di positivo da una corte chiamata non tanto a capire come sono andate davvero le cose quanto a dirimere le contese fra gli Stati secondo un criterio diplomatico e gradualistico del diritto. Davanti a questa evidenza, confessare la propria delusione perché le cose non sono andate nel verso giusto significa prendere in giro gli italiani. Ancora più ingiustificata appare la reazione del ministro degli esteri Gentiloni che ha quasi esultato alla notizia che i giudici avevano respinto le richieste di Roma. Il ministro deputato alla partita ha trasformato una sonora sconfitta in una mezza vittoria, ma non è riuscito a persuadere nessuno.  

I presupporti della vittoria non c'erano prima e non ci sono ora. La missione di una corte internazionale come quella di Amburgo non ha nulla ha a che fare con l’essenza nuda e cruda della giustizia e che si fonda sull’alternanza secca fra innocenza e colpevolezza. I giudici si sono mossi con l’obbiettivo di un equilibrismo che alla fine, come sempre accade in questi casi, ha penalizzato il contendente più debole. Cioè l'Italia. 

Se l’India ha perso la competenza sul caso che è stata attribuita a un arbitrato internazionale con sede all’Aja, il governo italiano ha visto sfumare ogni speranza di riportare a casa Salvatore Girone. Chi ci ha rimesso sono i due poveri marò. Non certo Renzi e i suoi ministri. 

L'India può continuare ad avvalersi di una squadra di legali e di esperti che adesso hanno a disposizione il luogo ideale per mettere in campo trucchi e bizantinismi. Il braccio di ferro con l’Italia e con l’Unione Europea ha una finalità chiaramente propagandistica per Nuova Delhi. I due pescatori uccisi sono diventati il simbolo di un orgoglio nazionalista che pacifica anche le minoranze islamiche dal momento che i marinai italiani appartengono a un Paese occidentale e cristiano. Di più: cristianissimo. La nazione del papa e del Vaticano. 

La corte di Amburgo ha preso una decisione che, di fatto, congela lo status quo ed estende ulteriormente gli assurdi limiti temporali di una vicenda che ha assunto le proporzioni di una vergogna nazionale. Come nelle tappe precedenti è emersa  l’irrilevanza di un Paese che, a sentire il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dovrebbe spaccare il mondo e che invece, quando si arriva al sodo, perde su tutta la linea. Una vera e propria legge che purtroppo è ben conosciuta in patria. Ma che, a quanto pare, resta in vigore anche all’estero. 

 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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