PENSIERO UNICO | 13 Luglio 2016

Matrimoni gay: la verità nei decreti attuativi

I decreti attuativi della Legge Cirinnà stanno mettendo chiaramente in luce come sia stato ufficialmente introdotto il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel nostro paese

di GIUSEPPE ZOLA

Sono costretto, mio malgrado, a ritornare sul tema della legge sulle unioni civili, che dovrebbe essere denominata come legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. Molti politici, anche cattolici, insieme a molti sedicenti “esperti”, hanno continuato ad affermare, in questo periodo, che la Cirinnà non aveva introdotto quel tipo di matrimonio nel nostro Paese, probabilmente al fine di sdrammatizzare la situazione e forse anche per mettersi a posto la coscienza personale e politica. A dire la verità, l’unica ad essere sincera, solo in questo frangente, fu proprio la Cirinnà, la quale, il giorno dopo l’approvazione, con la vergognosa fiducia al governo, della sua legge, ebbe a dire che in Italia era stato introdotto un nuovo istituto, lasciando intendere che, in effetti, era stato approvato un nuovo tipo di “matrimonio”.

In questi giorni, gli ipocriti di cui sopra sono stati clamorosamente sconfessati.

Infatti, abbiamo saputo dai vari TG di tutti i colori (ma mi sembrano di un unico colore) che si stanno preparando i decreti attuativi della legge, che ora si trovano, per il rituale parere, presso il Consiglio di Stato. Ebbene, è stato anticipato che, nei decreti in questione, è previsto che l’unione/matrimonio dovrà essere celebrato dal sindaco munito di fascia tricolore, il quale dovrà leggere ai nubendi gli articoli fondamentali della legge. Agli sposi sarà poi sottoposta una scheda, nella quale essi (o esse) dovranno indicare il regime patrimoniale scelto e dovranno indicare il cognome che la coppia dovrà assumere. Come si vede, anche nel momento della “celebrazione”, non vi è alcuna differenza rispetto a quanto previsto per il matrimonio tra uomo e donna. Se a questo si aggiungono tutte la altre norme trasferite tali e quali dalla normativa relativa a matrimonio e famiglia, appare chiaro che non è più neppure esatto parlare, a proposito della Cirinnà, di similmatrimonio: si tratta di un vero e proprio matrimonio. Il che significa che il pensiero unico ha stravinto anche in questo caso, prendendo letteralmente in giro che ha finto di opporsi.

Nell’attuale circostanza, si è aggiunto anche un episodio che la dice lunga circa il vero pensiero “laicista” del Premier boy scout. Per motivi personali (e non discuto circa la loro gravità), una persona, legata da anni ad altra persona dello stesso sesso, ha sollecitato il governo ad approvare in fretta i decreti attuativi. Renzi era all’estero per affrontare problemi gravissimi del nostro Paese, ma ha trovato il tempo per telefonare a quella persona, assicurandolo circa la celerità dei tempi, che peraltro non dipendono da lui. E questo in un Paese in cui per avere un rimborso INPS ci si mette due anni ed in cui i fornitori vengono pagati dopo anni. Ma per il matrimonio gay occorre fare in fretta. Le promesse fatte ad Obama devono essere mantenute.

Quanto qui raccontato getta una luce chiara sulla direzione che molti cattolici e molti liberali stanno prendendo in questo periodo. Almeno si sappia che è una direzione sbagliata, che non ha il consenso di gran parte del nostro popolo.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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