FONDO FORMAZIENDA | 16 Novembre 2015

Mercato del lavoro: il futuro passa dalla formazione

Un'indagine Isfol sui cosiddetti ''maker'' mette in luce il ruolo fondamentale della formazione per il rinnovarsi del mercato del lavoro. Parla il direttore del Fondo Formazienda Rossella Spada

di REDAZIONE

Si chiamano ''maker''. Sono gli ingegneri, gli inventori, gli artigiani di nuova generazione, 2.0. Insomma: tutti coloro che sfruttano tecnologia e innovazione nel proprio lavoro. E sono una categoria talmente in crescita e degna di nota che Isfol ha dedicato loro una prima indagine, i cui risultati sono stati presentati durante la terza edizione di ''Maker Fair'' a Roma, lo scorso ottobre.

Un’indagine interessante, che mette in rilievo due elementi: i maker trovano resistenza da parte delle imprese; i maker necessitano di una formazione diversa da quella tradizionale. Elementi che permettono di tornare a parlare di formazione come elemento centrale per capire il mercato del lavoro di oggi, e proiettarlo sempre più verso il futuro.

Di questo è convinta Rossella Spada, direttore del Fondo Formazienda: «La dinamica fra domanda e offerta di formazione porta alla luce un aspetto delicato: la domanda, soprattutto nelle micro e piccole imprese del nostro paese, che rappresentano oltre il 90% del totale, è spesso latente e fatica a emergere. Anche per questa ragione, da noi, molto spesso è l’offerta a dirigere la domanda e non il contrario. Così, l’offerta, per quanto di buon livello, corre il rischio di rimanere scollata dai reali fabbisogni di territori, organizzazioni, micro e piccole imprese e rispettivo capitale umano. In questo contesto, i fondi interprofessionali possono risultare di particolare interesse e avere una funzione fondamentale».

E sono proprio i fondi interprofessionali che mettono in campo scelte concrete in grado di favorire l'incontro tra la domanda e offerta di formazione: «I fondi interprofessionali che, come ormai tutti sanno, hanno lo scopo di promuovere e finanziare piani formativi, sono uno dei principali strumenti a disposizione delle imprese per programmare percorsi formativi volti ad aggiornare, riqualificare e riconvertire le competenze professionali dei lavoratori che operano in azienda. Partendo da questa premessa, Formazienda ha deciso di promuovere strumenti ''particolarmente aperti'' di accesso ai finanziamenti, attraverso i quali le aziende riescono a manifestare qualsiasi fabbisogno formativo. I piani formativi presentati al Fondo possono, infatti, riguardare qualsiasi tematica, dall’innovazione all’internazionalizzazione, dalle abilità personali alla sicurezza nei luoghi di lavoro».

Per quanto riguarda l'aspetto, fondamentale, del finanziamento, spiega ancora Rossella Spada, «i piani possono essere finanziati individuando la modalità di erogazione della formazione ritenuta più confacente sia alle necessità aziendali sia alla tipologia di fabbisogni formativi individuati, lezioni frontali, aula virtuale, on the job, coaching, lasciando così ampia scelta all’azienda nel definire i percorsi formativi più adatti a colmare eventuali gap. Se necessario, l’azienda può essere supportata anche da un ente di formazione. Le nostre parti sociali ritengono che la formazione rivesta un ruolo assolutamente strategico e che debba servire da impulso per creare un nuovo e migliore modo di lavorare e di produrre, anche per adeguarsi alle nuove richieste del mercato».


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L'Informatore - Quotidiano liberale

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