SCONTRO GENERAZIONALE | 28 Settembre 2016

Miliardi ai pensionati. Niente per i giovani

Confronto governo-sindacati: misure per 6 miliardi a favore dei pensionati. Ma dall'accordo sono esclusi provvedimenti previdenziali a favore dei giovani. Questi interventi sono stati rinviati ad una «fase due», ancora tutta da definire

di LUCA PIACENTINI

I più critici lo hanno fatto notare subito, quasi contemporaneamente ai primi lanci di agenzia sulle pensioni. E i giovani? Chi ci pensa? Nella trattativa con i sindacati, sul piatto per loro non c'è nulla? 

l rappresentanti del governo presieduto da Matteo Renzi da un lato, Cgil, Cisl e Uil dall’altro hanno sottoscritto un verbale sui prossimi interventi in materia previdenziale. Si parla di misure che valgono circa 6 miliardi in tre anni. Costose, quindi. E parecchio. Tra le più 'rumorose’, quelle cioè che hanno attirato maggiormente l'attenzione di giornali e televisioni, ci sono l'aumento e l'estensione della quattordicesima e l'allargamento della fascia no tax. Insomma: più soldi ai pensionati e, in generale, agevolazioni a chi in pensione già ora ci vorrebbe andare. Questa è la «fase uno» del confronto.

Per ammissione dello stesso ministro del Lavoro Giuliano Poletti, però, dall'attuale riflessione sono stati esclusi alcuni temi. Anche importanti. Anzitutto il problema dei giovani «con carriere discontinue». Già, i giovani. Come assicurargli la copertura previdenziale? Si vedrà, è il succo delle parole del ministro. 

Al di là di una lettura dal sapore elettorale e maliziosa dell'esito positivo di questa prima trattativa con i sindacati, leggibile dei più maligni in chiave referendaria, come l'occasione cioè per distendere i rapporti col fronte forse più scettico verso la riforma costituzionale, in una fase estremamente delicata dove il presidente del Consiglio sta avviando la cavalcata che lo porterà in decine di città a promuovere il «sì», ebbene, proprio in questo momento in cui Matteo Renzi dovrebbe essere credibile come mai, torna invece il paradosso del «premier rottamatore» che sostanzialmente si dimentica delle giovani generazioni. E, in qualche modo, anche inconsapevolmente, di fatto le sta «rottamando».

Si tratta delle generazioni che forse potevano riconoscersi in lui, da cui sicuramente Renzi ha preso in prestito il linguaggio schietto e senza fronzoli, privo dei bizantinismi tipici della politica, e lo ha adattato alla scena pubblica, sfidando la ‘vecchia’ classe dirigente e riassumendo la propria azione inu una parola: rinnovamento. Che dal punto di vista istituzionale significa: riforme. 

Non abbiamo visto, però, una riforma delle pensioni capace di guardare ai giovani. Mentre la disoccupazione giovanile è oltre il 39%, in crescita continua. Gli under 30 senza lavoro sono un problema enorme anche per la sostenibilità generale dell'attuale sistema pensionistico. Un minor numero di lavoratori significa infatti meno contributi previdenziali versati. E sappiamo come funziona l'attuale sistema, improntato al meccanismo della ripartizione. 

Insomma: abbiamo ascoltato una ridda di annunci e squilli di tromba per le misure adottate a favore dei pensionati. Ma non abbiamo notato nulla per i giovani.

Abbiamo visto le buste arancioni, quelle sì. Le lettere spedite in primavera dall’Inps per sollecitare i contribuenti a «digitalizzarsi» e «a fare le simulazioni online per aumentare la loro consapevolezza previdenziale». Già il presidente Tito Boeri aveva parlato dei rischi corsi dalla cosidetta «generazione 1980» a causa dei ‘buchi contributivi’ dovuti alla discontinuità del lavoro - la disoccupazione - interruzioni che possono ritardare in modo impressionante la pensione addirittura fino all’età di 75 anni. Uno scenario impressionante. Ma, purtroppo, molto concreto. Mentre i giovani aspettano, cercando lavoro. E un governo che si ricordi di loro. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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