PADRI E FIGLI | 30 Settembre 2014

'Grazie papà per la gavetta'

Nelle Pmi niente sconti per i figli degli imprenditori. La storia di Simone Baldi

di ROBERTO BETTINELLI

ROBERTO BETTINELLI

Alla New Componit di Cirimido (Co), il titolare dell'azienda, Giuliano Baldi, ha ideato un modo molto semplice per superare l'ostacolo del passaggio generazionale che provoca molti problemi alle imprese italiane. Tutto si riassume in un parola: gavetta.

Giuliano è il 'fondatore' e ha 64 anni. Se si esclude un piccolo intervento che ha affrontato di recente, gode di ottima salute. Ma con suo figlio è stato chiaro fin dall'inizio: se voleva un posto in azienda doveva 'sudarselo'. Niente sconti per il figlio del proprietario.

Le statistiche sono impietose: solo il 25% delle imprese riesce a passare alla seconda generazione e addirittura il 15% alla terza.

Simone Baldi, 34 anni, ingegnere, racconta la sua esperienza. “Devo tutto a mio padre, se faccio l'imprenditore è grazie a lui. Mi ha voluto sempre con sé. La gavetta è stata dura, ho iniziato quando ancora non aveva terminato gli studi”.

Una lezione che non ha nulla di eccezionale quella che Giuliano ha trasmesso al figlio, ma che funziona. Far conoscere il lavoro ai propri figli, parlarne in casa e magari a tavola, senza vergognarsi di fare discorsi 'pratici'. Tutto questo può essere importante per avvicinare i giovani al lavoro, ma diventa un obbligo se di mezzo ci sono le sorti dell'azienda di famiglia. E' così che si costruisce quel ponte fra le generazioni di imprenditori che al momento opportuno può rivelarsi cruciale per la sopravvivenza dell'impresa.

“Serviva un altro ingegnere – spiega Simone Baldi - così ho seguito la strada di mio padre e ho scelto il corso di laurea che poteva essere utile. Fin dall'inizio ha voluto che imparassi a fare tutto, partendo dalla produzione dove sono rimasto per cinque anni. Poi mi sono laureato. Così è arrivato il momento di conoscere la fase della progettazione avanzata. Poi ho preso confidenza con la rete commerciale. Ho imparato a fare tutto”.

L'azienda ha 40 dipendenti e 12 uffici di rappresentanza in tutto il mondo: India, Qatar, Arabia Saudita, Bahrein, Messico e gran parte dei Paesi dell'Unione Europea. Il fatturato si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Niente male per una Pmi che si muove nel mercato globale e che vede padre e figlio combattere per garantire il lavoro ai 40 dipendenti. Nell'ufficio che si occupa della progettazione sono tutti giovani. “Siamo in quattro. Una bella squadra. Piccola ma affiatata. Tutti diplomati, l'unico laureato sono io...” dice Simone Baldi.

La New Componit di Cirimido è un esempio tipico delle Pmi italiane. Padre, figlio e madre, tutti impegnati nell'azienda di famiglia. Ognuno con un proprio ruolo, come racconta Simone Baldi. “Mia mamma si occupa dell'amministrazione, quello è il suo regno e negli anni è diventata una vera esperta, da lei c'è solo da imparare...”.

L'azienda è nata a metà degli anni '80 per impulso del padre Giuliano che capisce la necessità di utilizzare materiali alternativi all'amianto per la fornitura di manufatti tessili. L'idea è vincente. La New Componit si specializza nella produzione di isolanti termo-acustici, giunti di dilatazione tessili, cuscini isolanti e protezione flessibili.

“Mio padre ha puntato sul lavoro di qualità. Attenzione al prodotto, lavorazioni su misura che asseconda le esigenze del cliente, assistenza continua e ovviamente un buon prezzo” spiega Simone. E' la formula che ha affermato il made in Italy nel mondo, consentendo il rilancio di settori ormai non più competitivi come un tempo. Il tessile, nella provincia di Como, sta vivendo un momento di grande difficoltà. La legge spietata del mercato globale ha fatto tabula rasa di molte aziende, alcune delle quali vere istituzioni che hanno rappresentato il meglio della prima industrializzazione lombarda e italiana. Alla vigilia della prima guerra mondiale l'85% della produzione tessile nazionale era concentrata nell'area comasca: circa 100 imprese caratterizzate dal basso costo della manodopora. Ma quei tempi sono molto lontani e ora, anche se resistono oltre 200 aziende che danno lavoro a 10mila addetti, la crisi si fa sentire duramente. La produzione serica è ancora molto pregiata, ma la concorrenza cinese sta diventando quasi insostenibile.

La New Componit della famiglia Baldi è l'esempio di un'economia che ha saputo reagire specializzandosi nel settore dei sistemi di isolamento termico e del controllo del rumore, approdando ad altri settori importanti come la cantieristica navale. Un'azienda famigliare che ha sede in un piccolo comune di provincia che non arriva ai 2mila abitanti e che ha saputo conquistarsi la fiducia di grandi gruppi industriali come Finmeccanica, Ansaldo e General Electric.

“I nostri sistemi sono stati montati sulla portaerei Garibaldi e su alcune fregate della marina militare. E' una cosa che ci rende particolarmente fieri” racconta con soddisfazione Simone. La New Componit utilizza materiali hi-tech. Alcuni sono stati impiegati sugli shuttle, le navette spaziali dalla Nasa. Negli ultimi anni l'azienda comasca ha tentato anche la sfida cinese. “Vendiamo, non posso lamentarmi, è un mercato così grande e diversificato che c'è spazio per tutti. O quasi...”. Nel frattempo è arrivata anche una maxi commessa per il Kazakistan. Altra soddisfazione per la famiglia Baldi.

Una dura e lunga gavetta, questo ha affrontato Simone Baldi, un giovane imprenditore che oggi continua a ringraziare a suo padre per l'approccio che ha sempre tenuto nei suoi confronti. “Da lui ho imparato che fare l'imprenditore è una missione. Ai miei coetanei dico di provarci a mettersi in proprio, a lavorare facendo leva sulle proprie idee. Ma bisogna crederci fino in fondo, la motivazione è importantissima”. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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