CHI HA VOTATO CONTRO | 26 Febbraio 2016

Unioni civili: «Nazione lacerata. Governo responsabile»

Maurizio Sacconi ha detto no alla fiducia imposta dal governo Renzi sulle unioni civili. «Questo voto spaventa perché viola principi largamente condivisi dal popolo. Rito identico al matrimonio. Qualunque giudice avrà accesso all'adozione. Un testo che è

di REDAZIONE

Il voto sulle Unioni Civili ha visto il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano votare compatto la fiducia al governo Renzi. Fra i pochi senatori di Ncd che hanno rifiutato, insieme all’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, c’è Maurizio Sacconi, ex ministro del Lavoro del governo Berlusconi e attuale presidente della Commissione Lavoro del Senato che ha sottolineato il suo «aperto dissenso con il gruppo di appartenenza».

Ecco le ragioni della sua scelta e la critica forte verso il patto scellerato Pd-Ncd che ha portato all’approvazione di una legge che, a differenza di quanto affermano Renzi e Alfano, ha equiparato in tutto e per tutto il matrimonio alle unioni omosessuali lasciando alla magistratura ordinaria la facoltà se concedere o meno l’adozione pur in assenza dell’emendamento sulla stepchild adoption. Una misura, questa, che Sacconi spieg come già ora potrebbe essere adottata a prescindere da un intervento legislativo specifico che i parlamentari dem hanno annunciato di voler adottare in un momento successivo della legislatura. 

Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a votare no alla fiducia?
«Le prime sono più che politiche in quanto nascono dalla più aperta violazione delle regole sostanziali del diritto parlamentare nel momento in cui, tra commissione e assemblea, è stato impedito l'esame analitico del provvedimento ed il voto di fiducia sottrae a molti la possibilità di manifestare liberamente il proprio pensiero formato su singoli contenuti normativi». 

E se la sinistra avesse fatto altrettanto?
«Invito i colleghi della sinistra ad interrogarsi su ciò che essi stessi avrebbero fatto nel caso di una analoga forzatura parlamentare ad opera del Presidente Berlusconi».

Come valuta il comportamento del Movimento 5 Stelle?
«Esprimo un sincero rispetto per i colleghi del gruppo Cinque Stelle per avere anteposto ad un obiettivo perseguito con determinazione e convinzione un principio di democrazia parlamentare».  

Entriamo nel dettaglio della sua decisione.
«Le ragioni di merito traggono origine da un testo che mani esperte hanno redatto in funzione della giurisprudenza successiva al fine di agevolarne l'obiettivo di una rivoluzione antropologica attraverso l'accettazione della produzione, anche nelle forme più odiose, di bambini disancorata da un atto naturale d'amore, il riconoscimento della genitorialità omosessuale, la formazione della famiglia artificiale». 

Ma chi ha partorito il documento?
«Quel testo è figlio di minoranze ideologiche che i nuovi Ghibellini hanno qui assunto a loro riferimento nonostante il diverso avviso della parte maggioritaria della società, quale è stato evidenziato da tutte le rilevazioni campionarie. La mediazione realizzata tra i due partiti di governo sarebbe stata buona cosa se non fossero in gioco principi che possono essere salvaguardati solo nella loro interezza. Le correzioni non hanno potuto rovesciare un impianto costruito sulla sovrapposizione tra unioni e matrimoni in modo da offrire a qualunque giudice interno o europeo il presupposto per l'equiparazione delle prerogative a partire dall'accesso alle adozioni». 

Può essere più preciso?
«Le unioni si costituiscono attraverso un rito identico a quello del matrimonio, ne hanno le stesse cause impeditive, danno luogo al cognome comune, determinano la presunzione di comunione dei beni, consentono il comune indirizzo familiare, e sottolineo familiare, inducono nel caso di eredità la quota di legittima oggi riservata al coniuge, oltre agli ascendenti e discendenti, beneficiano della pensione di reversibilità peraltro negata alle stabili convivenze eterosessuali con figli perché, appunto, non sposate. A nulla valgono quindi le timide barriere formali tra i due istituti perché, come recita un proverbio, se miagola come un gatto, non  può che essere un gatto».

Qual è il suo giudizio sul governo?
«Questo voto mi spaventa per le implicazioni democratiche e antropologiche che ho descritto. Ma mi spaventa ancor più perché lacera una nazione già fragile violando principi largamente condivisi dal suo popolo. Per il Governo non è una responsabilità di poco conto».


REDAZIONE

L'Informatore - Quotidiano liberale

Organo di informazione dell'Associazione culturale "Civitas"

redazione@informatore.eu

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.