PENSIERO UNICO | 01 Settembre 2017

Notizie false, una caccia a senso unico

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha istituito una commissione per dare la caccia alle notizie false sui social. Peccato che le associazioni convocate a fare parte della commissione rappresentano tutte lo stesso pensiero

di GIUSEPPE ZOLA

La linea del totalitarismo ideologico non demorde ed entra nei palazzi del potere romano. A dire il vero, questa non è una novità, ma in questi ultimi giorni si è aggiunto un inquietante episodio che vorrei commentare.

Come è noto (e come è sempre stato, peraltro), tra tutti i mass media circolano molte notizie false (tra le notizie false, metterei anche quelle non dette perché censurate: censurare una notizia equivale a mettere in circolazione una notizia quantomeno errata). A fronte di questa situazione, i guardiani del pensiero unico ammantato di “politicamente corretto” e di “buonismo” si sono messi all’opera per cercare di mettere un freno a questo andazzo, che probabilmente esiste dall’inizio del mondo (fu il famoso serpente a dare la prima notizia fatalmente falsa e ne paghiamo ancora le conseguenze): probabilmente è questo il più antico “mestiere” del mondo, non l’altro di cui solitamente si parla. E questi guardiani stanno studiando come censurare queste false notizie, comprese quelle che false non sono, ma che loro ritengono tali. Con l’esplosione mondiale dei social, il problema è arrivato in primo piano e quindi si stanno accelerando i lavori per arrivare a quel “controllo” che fa parte della strategia mondiale del “pensiero unico”.

Si è messo al lavoro anche il nostro ministro della Giustizia, il ministro Orlando, quello dalla faccia un po’ così, da bravo ragazzo. Ed il bravo ragazzo ne ha pensata una molto originale e moltissimo faziosa. Ha pensato di creare una commissione formata da associazioni varie, con il compito di collaborare ad individuare le notizie apparse sui social che dovrebbero essere censurate o cancellate. Ma il pensiero unico ci ha messo lo zampino, tanto è vero che, leggendo l’elenco delle associazioni, si nota che esse non sono tanto “varie”, ma vanno in un senso assolutamente unico. La stragrande maggioranza di esse, infatti, appartiene al mondo LGBT, al mondo islamico ed al mondo della sinistra faziosa. Sono quasi tutte associazioni che ritengono loro “odiatori” tutti coloro che la pensano in modo diverso. Una volta per tutto occorrerebbe dire che avere opinioni diverse non significa odiare il “diverso”, anzi!

Tanto per fare qualche esempio, una commissione così composta censurerebbe chi affermasse che la famiglia è composta da un uomo e una donna oppure chi affermasse che per l’educazione dei bambini occorre la presenza di una mamma e di un papà. E, ancora, non si potrebbe dire, anche nel modo più gentile possibile, che dentro il mondo islamico vi sono anche forze idealmente votate alla violenza in nome del loro Dio. Insomma, non si potrebbe più dire nulla che possa, anche innocentemente, offendere qualcuno. Saremmo votati al silenzio assoluto, tutti appiattiti su di un unico pensiero.

Speriamo che il bravo ragazzo Orlando ci ripensi e ritorni a ragionare in termini democratici ed istituzionali, anche se sappiamo che le pressioni nei suoi confronti sono fortissime.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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