PENSIERO UNICO | 19 Ottobre 2016

Obama e il fido servitore Renzi

Dal siparietto tra Obama e Renzi all'incredibile decisione dell'Unesco sul Muro del pianto, la battaglia per affermare nel mondo la linea dittatoriale del pensiero unico perde ogni dignità e, con essa, ogni credibilità

di GIUSEPPE ZOLA

Sempre più spesso, la battaglia per affermare nel mondo la linea dittatoriale del pensiero unico perde ogni dignità e, con essa, ogni credibilità. Vorrei fare due esempi.

Il primo riguarda direttamente il nostro Paese. Il premier scout Renzi si è recato in questi giorni in America, insieme ad una variopinta compagnia di giro, per partecipare all’ultima cena offerta da Obama prima che egli, finalmente, lasci il suo alto incarico, durante il quale ha creato vari disastri in molte parti del mondo, compresa l’Europa. Renzi, invece di farsi dare le ragioni di tali disastri, si è presentato a Washington con il cappello in mano, credendosi forte, agli occhi degli USA, grazie alla perniciosa riforma del diritto di famiglia, che ha potuto presentare ad Obama come una grande vittoria dei diritti individuali ottenuta nella “retrograda” Italia. In cambio, Renzi, lasciando a casa ogni dignità umana e politica, ha chiesto al Presidente USA di intervenire a gamba tesa nella attuale campagna elettorale referendaria, che si concluderà, si spera non sotto la neve, il 4 dicembre. Obama, grato per i sevizi resigli dal suo fedele compagno e servitore, si è prontamente reso disponibile e si è immediatamente pronunciato per il sì, la cui vittoria assicurerebbe un grande futuro al nostro Paese, di cui il presidente americano non conosce evidentemente nulla. La cosa grave è che sia stato il nostro stesso premier a chiedere questo intervento, che costituisce una indebita intrusione negli affari interni di un altro Stato, che, evidentemente, gli USA considerano come una colonia che fa fatica ad adeguarsi ai dettami del pensiero unico. Vi immaginate che cosa sarebbe successo in Italia se, tanto per fare un esempio, Obama avesse fatto la stessa cosa a favore di un governo condotto da un Berlusconi qualsiasi? Tutti avrebbero parlato, stracciandosi le vesti, di indebita ingerenza negli affari interni del nostro Paese. Invece, Renzi si può permettere di tutto con la sua arroganza, facendo fare una figura barbina alla Repubblica Italiana. Ripeto che abbiamo perso ogni dignità. Spero che l’intervento di Obama abbia lo stesso effetto di quello da lui provocato quando, in Inghilterra, si è pronunciato contro la Brexit. Ma la perdita di dignità oramai è avvenuta.

Il secondo esempio riguarda il mondo intero e, indirettamente, ancora una volta, anche l’Italia. Tra gli elementi di un certo “pensiero unico” vi è, oramai, un odio sempre più profondo verso Israele (che è l’unica vera democrazia in Medio Oriente), che si sta avvicinando sempre di più ad un nuovo antisemitismo. Ebbene, in questo clima, l’Unesco ha dichiarato che la spianata del Tempio ed il Muro del Pianto che si trovano in Gerusalemme non fanno parte della storia ebraica e riguardano solo la storia islamica, tanto è vero che l’Unesco stesso ha cambiato nome a quei siti. Ha così cancellato una storia di quattromila anni (gli islamici sono entrati in Gerusalemme solo pochi anni dopo il 600). Quella che dovrebbe essere la più alta autorità culturale del mondo ha così falsificato la storia con un voto a maggioranza. Il grave è che l’Italia, in questa votazione, si è vergognosamente astenuta, invece che votare contro. Renzi avrà parlato con Obama di questo spiacevole incidente?


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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