PREMI OSCAR | 24 Febbraio 2015

Oscar alla bravura o al ricatto morale?

Nella maggioranza dei casi, a vincere il più ambito premio cinematografico sono pellicole che hanno per tema la “diversità”. Nulla di male, ma chi racconta l’“uomo comune”?

di EVA ANELLI

Agli Oscar vince la bravura o la “diversità”/“difficoltà”? Quest’anno l’inglese 33enne Eddie Redmayne (la cerimonia si è svolta nella serata losangelina del 22 febbraio, presentata da Neil Patrick Harris) ha portato a casa la statuetta come miglior attore protagonista per la sua interpretazione (ottima, per carità) dell'astrofisico Stephen Hawking (in La teoria del tutto), universalmente noto tanto per le sue teorie sui buchi neri (e non solo) quanto per l'aver saputo portare avanti così brillantemente la carriera a dispetto di un handicap fisico che scoraggerebbe anche il più ottimista tra gli uomini, la malattia del motoneurone, che da anni lo costringe all'immobilità e alla sedia a rotelle (oltre a non poter parlare a causa di una tracheotomia: si esprime con l'ausilio di un computer). L’anno scorso Matthew McConaughey ha vinto per il personaggio di Ron Woodroof, all'inizio in effetti politically incorrect (tossico, omofobo, rude, sciupafemmine), salvo poi ammalarsi di AIDS, redimersi e divenire amico di un gay oltre che paladino delle cure alternative per i malati come lui (il film era Dallas Buyer Club). La stessa Julianne Moore, Oscar quest'anno come miglior attrice protagonista col film Still Alice, è stata bravissima a rendere lo smarrimento (e la tenacia) di una donna colpita dal morbo di Alzheimer. Ma la lista dei baciati dagli Oscar per interpretazioni che portano a galla, appunto, “diversità”/“difficoltà” è lunga, lunghissima (soprattutto dagli anni ’80 in poi; prima, andavano forte i “duri”: vedi Il Padrino di Marlon Brando, 1973, Gene Hackman ne Il braccio violento della legge, 1972, John Wayne ne Il Grinta, 1970, Rod Steiger ne La calda notte dell'ispettore Tibbs, 1968, Gregory Peck ne Il buio oltre la siepe, 1963...). Dal balbuziente Re Giorgio VI di Colin Firth ne Il discorso del re (2011), al non vedente Ray Charles di Jamie Foxx in Ray (2005), passando per il pianista geniale e nevrotico di Geoffrey Rush in Shine (1997) e per la doppietta di Tom Hanks (malato di AIDS in Philadelphia, ’94, e Forrest Gump, “malato” di forrestgumpismo nell’omonimo film, ’95), per risalire al toccante Daniel Day-Lewis, disabile in carrozzina, ne Il mio piede sinistro (’90) e all'autistico Dustin Hoffman in Rain Man (’89).

Vero è che un personaggio che presenta una disabilità rappresenta una maggiore sfida per gli attori quindi va da sé che spesso sono proprio queste prove quelle in cui danno il meglio di sé, sforzo ed esito che vengono riconosciuti nella notte degli Oscar (a volte più, a volte meno a ragione). Ma, tolto il fatto che nella stra-grande maggioranza dei casi i premi dati a queste interpretazioni sono in effetti meritati, rimane attorno a queste assegnazioni un alone moralmente ricattatorio. Io, per concludere la digressione, quest'anno l'avrei dato a Michael Keaton per Birdman: nel film, un attore di cinema che cerca di rianimare la propria caracollante carriera dirigendo e interpretando una pièce teatrale “colta”. La vita va di pari passo con la carriera: divorziato, figlia pseudo-ex-tossica che gli gira sempre attorno perché non sa cos'altro fare, attori ingestibili, amante frustrata, ex moglie sul piede di guerra. E una voce (vera? immaginaria?), quella del super eroe che dà il titolo al film e nei panni del quale al cinema il nostro è diventato in passato famoso, che gli ripete che sta sbagliando tutto... A parte le invenzioni (tutte belle) del regista (Alejandro González Iñárritu, premiato per la regia, fatta di lunghi piani sequenza per i quali il film è già diventato celebre – oltre che per molto altro) e la carriera e l'ambientazione in cui si muove il protagonista, è quello un personaggio che io definirei “uomo comune”, con tutti i suoi casini, i suoi demoni, le sue aspirazioni, i suoi «stavolta ce la faccio davvero!» e i suoi «ca**o, ho sbagliato un'altra volta...»: mi piacerebbe tantissimo un giorno veder premiato lo sforzo che c'è dietro al saper rendere l'“uomo comune”, uno sforzo che rischia sempre il banale, ma che, se evitato (e Keaton ci riesce), commuove.

Oscar per i migliori attori non protagonisti a J.K. Simmons (spesso caratterista o poco più, qui finalmente in un ruolo a tutto tondo), temibile direttore d'orchestra che torchia con metodi poco ortodossi un giovane aspirante batterista in Whiplash, e a Patricia Arquette, mamma in Boyhood, quest'ultimo un esperimento più che un film (narra la vita di una famiglia nell'arco di 11 anni e le riprese sono durate davvero per tutto quel periodo, con circa una/due settimane di lavorazione all'anno, così che vediamo gli attori cambiare fisicamente davvero e senza trucchi, soprattutto il protagonista, che inizia il film bambino e termina adolescente). Arquette che ultimamente al cinema aveva fatto ben poco venendo maggiormente riconosciuta e premiata per il serial di lunga durata Medium e che nel suo discorso di ringraziamento ha inneggiato ai diritti delle donne facendo sobbalzare sulla sedia dall'entusiasmo Meryl Streep e Jennifer Lopez.

Birdman si è aggiudicato anche la statuetta per la miglior sceneggiatura originale (quella per la non originale è andata a The Imitation Game) e soprattutto la più ambita, per miglior film (presentata da Sean Penn, che con  Iñárritu ha lavorato in 21 grammi, e beneficiario a detta di molti dell'unica vera battuta divertente della serata - «Chi ca**o ha dato la green card a questo qua?!», rivolto al regista messicano – subito bollata come sconveniente da molta stampa Usa, ma pazienza).

Un premio made in Italy c'è: è Milena Canonero, miglior costumista per Gran Budapest Hotel di Wes Anderson.

Brava Lady Gaga nella performance che ha omaggiato Tutti insieme appassionatamente (apprezzata  anche da Julie Andrews - «Ho trovato in lei un'amica», già me le vedo che si rituìttano).

Grande sconfitto American Sniper di Clint Eastwood (“solo” miglior montaggio sonoro), così come l'osannato, quando uscì, Interstellar di Christopher Nolan (“solo” gli effetti speciali).

Miglior film straniero è stato giudicato il polacco Ida, mentre miglior film d'animazione Big Hero 6 di Disney-Pixar (bello, ma peccato per Dragon Trainer 2, di Dreamworks).

Insomma, nessuno scossone particolare, tutto abbastanza prevedibile, (erano anche tutti vestiti piuttosto bene, nessun colpo di testa sul red carpet), al limite del noiosino: chi osa vince, dice il detto, ma Hollywood, come tutti di questi tempi, preferisce semplicemente, e forse saggiamente, mantenere la rotta. 

 

L' ELENCO DEI PREMI OSCAR 2015:

 

MIGLIOR FILM

Birdman: Alejandro González Iñárritu, John Lesher, James W. Skotchdopole

ALTRI NOMINATI:

American Sniper: Clint Eastwood, Robert Lorenz, Andrew Lazar, Bradley Cooper, Peter Morgan

Boyhood: Richard Linklater, Cathleen Sutherland

The Imitation Game: Nora Grossman, Ido Ostrowsky, Teddy Schwarzman

Grand Budapest Hotel: Wes Anderson, Scott Rudin, Steven M. Rales, Jeremy Dawson

Selma - La strada per la libertà: Christian Colson, Oprah Winfrey, Dede Gardner, Jeremy Kleiner

La teoria del tutto: Tim Bevan, Eric Fellner, Lisa Bruce, Anthony McCarten

Whiplash: Jason Blum, Helen Estabrook, David Lancaster

 

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA:

Eddie Redmayne per La teoria del tutto

ALTRI NOMINATI:

Steve Carell per Foxcatcher

Benedict Cumberbatch per The Imitation Game

Bradley Cooper per American Sniper

Michael Keaton per Birdman

 

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA:

Julianne Moore per Still Alice

ALTRE NOMINATE:

Marion Cotillard per Due giorni, una notte

Felicity Jones per La teoria del tutto

Rosamund Pike per L'amore bugiardo - Gone Girl

Reese Witherspoon per Wild

 

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA:

J.K. Simmons per Whiplash

ALTRI NOMINATI:

Robert Duvall per The Judge

Ethan Hawke per Boyhood

Edward Norton per Birdman

Mark Ruffalo per Foxcatcher

 

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA:

Patricia Arquette per Boyhood

ALTRE NOMINATE:

Laura Dern per Wild

Keira Knightley per The Imitation Game

Emma Stone per Birdman

Meryl Streep per Into the Woods

 

MIGLIOR REGISTA:

Alejandro González Iñárritu per Birdman

ALTRI NOMINATI:

Richard Linklater per Boyhood

Bennett Miller per Foxcatcher

Wes Anderson per Grand Budapest Hotel

Morten Tyldum per The Imitation Game

 

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE:

Birdman: Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo

ALTRI NOMINATI:

Boyhood: Richard Linklater

Foxcatcher: E. Max Frye, Dan Futterman

Grand Budapest Hotel: Wes Anderson, Hugo Guinness

Lo sciacallo - Nightcrawler: Dan Gilroy

 

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE:

The Imitation Game: Graham Moore

ALTRI NOMINATI:

American Sniper: Jason Hall

Vizio di forma: Paul Thomas Anderson

La teoria del tutto: Anthony McCarten

Whiplash: Damien Chazelle

 

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE:

Big Hero 6

ALTRI NOMINATI:

Boxtrolls - Le scatole magiche

Dragon Trainer 2

Song of the Sea

La storia della principessa splendente

 

MIGLIOR FILM STRANIERO:

Ida, co-produzione Polonia-Danimarca-Francia-Gran Bretagna: Pawel Pawlikowski

ALTRI NOMINATI:

Mandariinid, co-produzione Estonia-Georgia: Zaza Urushadze

Leviafan, Russia: Andrey Zvyagintsev

Storie pazzesche (titolo originale: Relatos salvajes), co-produzione Argentina-Spagna: Damián Szifrón

Timbuktu, co-produzione Francia-Mauritania: Abderrahmane Sissako

 

MIGLIOR FOTOGRAFIA:

Birdman: Emmanuel Lubezki

ALTRI NOMINATI:

Grand Budapest Hotel: Robert D. Yeoman

Ida: Lukasz Zal, Ryszard Lenczewski

Turner: Dick Pope

Unbroken: Roger Deakins

 

MIGLIOR MONTAGGIO:

Whiplash: Tom Cross

ALTRI NOMINATI:

Boyhood: Sandra Adair

The Imitation Game: William Goldenberg

Grand Budapest Hotel: Barney Pilling

American Sniper: Joel Cox, Gary Roach

 

MIGLIOR SCENOGRAFIA:

Grand Budapest Hotel: Adam Stockhausen, Anna Pinnock

ALTRI NOMINATI:

The Imitation Game: Maria Djurkovic, Tatiana Macdonald

Interstellar: Nathan Crowley, Gary Fettis

Into the Woods: Dennis Gassner, Anna Pinnock

Turner: Suzie Davies, Charlotte Watts

 

MIGLIORI COSTUMI:

Grand Budapest Hotel: Milena Canonero

ALTRI NOMINATI:

Vizio di forma: Mark Bridges

Into the Woods: Colleen Atwood

Maleficent: Anna B. Sheppard

Turner: Jacqueline Durran

 

MIGLIORI TRUCCO E ACCONCIATURE:

Grand Budapest Hotel: Frances Hannon, Mark Coulier

ALTRI NOMINATI:

Foxcatcher: Bill Corso, Dennis Liddiard

Guardiani della Galassia: Elizabeth Yianni-Georgiou, David White

 

MIGLIOR COLONNA SONORA ORIGINALE:

Grand Budapest Hotel: Alexandre Desplat

ALTRI NOMINATI:

The Imitation Game: Alexandre Desplat

Interstellar: Hans Zimmer

La teoria del tutto: Jóhann Jóhannsson

Turner: Gary Yershon

 

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE:

Selma - La strada per la libertà: Common, John Legend (“Glory”)

ALTRI NOMINATI:

The Lego Movie: Shawn Patterson (“Everything is Awesome”)

Beyond the Lights: Diane Warren (“Grateful”)

Glen Campbell: I'll Be Me: Glen Campbell, Julian Raymond (“I’m Not Gonna Miss You”)

Tutto può cambiare: Gregg Alexander, Danielle Brisebois (“Lost Stars”)

 

MIGLIOR MISSAGGIO SONORO:

Whiplash: Craig Mann, Ben Wilkins, Thomas Curley

ALTRI NOMINATI

American Sniper: John T. Reitz, Gregg Rudloff, Walt Martin

Birdman: Jon Taylor, Frank A. Montaño, Thomas Varga

Interstellar: Gary Rizzo, Gregg Landaker, Mark Weingarten

Unbroken: Jon Taylor, Frank A. Montaño, David Lee

 

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO:

American Sniper: Alan Robert Murray, Bub Asman

ALTRI NOMINATI:

Birdman: Aaron Glascock, Martín Hernández

Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate: Brent Burge, Jason Canovas

Interstellar: Richard King

Unbroken: Becky Sullivan, Andrew DeCristofaro

 

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI:

Interstellar: Paul J. Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter, Scott R. Fisher

ALTRI NOMINATI:

Captain America: The Winter Soldier: Dan Deleeuw, Russell Earl, Bryan Grill, Daniel Sudick

Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie: Joe Letteri, Dan Lemmon, Daniel Barrett, Erik Winquist

Guardiani della Galassia: Stephane Ceretti, Nicolas Aithadi, Jonathan Fawkner, Paul Corbould

X-Men - Giorni di un futuro passato: Richard Stammers, Lou Pecora, Tim Crosbie, Cameron Waldbauer

 

MIGLIOR DOCUMENTARIO:

Citizenfour: Laura Poitras, Mathilde Bonnefoy, Dirk Wilutzky

ALTRI NOMINATI:

Alla ricerca di Vivian Maier: John Maloof, Charlie Siskel

Last Days in Vietnam: Rory Kennedy, Keven McAlester

Il sale della terra: Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado, David Rosier

Virunga: Orlando von Einsiedel, Joanna Natasegara

 

MIGLIOR DOCUMENTARIO CORTOMETRAGGIO:

Crisis Hotline: Veterans Press 1: Ellen Goosenberg Kent, Dana Perry

ALTRI NOMINATI:

Joanna: Aneta Kopacz

Nasza klatwa: Tomasz Sliwinski, Maciej Slesicki

La parka: Gabriel Serra

White Earth: Christian Jensen

 

MIGLIOR CORTOMETRAGGI DI ANIMAZIONE:

Winston: Patrick Osborne, Kristina Reed

ALTRI NOMINATI:

The Bigger Picture: Daisy Jacobs, Chris Hees

The Dam Keeper: Robert Kondo, Daisuke 'Dice' Tsutsumi

Me and My Moulton: Torill Kove

A Single Life: Joris Oprins

 

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO LIVE ACTION:

The Phone Call: Mat Kirkby, James Lucas

ALTRI NOMINATI:

Aya: Oded Binnun, Mihal Brezis

Boogaloo and Graham: Michael Lennox, Ronan Blaney

La lampe au beurre de yak: Wei Hu, Julien Féret

Parvaneh: Talkhon Hamzavi, Stefan Eichenberger

 


EVA ANELLI

Laureata in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Milano. Come giornalista si è occupata di cinema e attualità. Cura il blog "Il cielo in un tinello".

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