LO SPETTACOLO 'FIAT LUX' | 11 Dicembre 2015

Perché è bene che San Pietro non si trasformi in un drive-in

Che cosa c'era che non andava nello spettacolo proiettato sulla facciata di San Pietro? Primo era kitsch, e quindi brutto. Secondo, era un inno al pensiero ecologista e terzomondista. Meglio evitare

di ROSSANO SALINI

Un sicuro effetto negativo dello spettacolo di immagini proiettato sulla facciata di San Pietro è stato quello di generare l'ennesima discussione all'interno della Chiesa, di cui certamente non si sentiva il bisogno. Rimanere però in silenzio di fronte al discutibile utilizzo della facciata del supremo luogo di riferimento del mondo cattolico sarebbe stato francamente impossibile.

«Fiat lux: illuminating our common home»: questo il titolo dello spettacolo che ha concluso la giornata di apertura del Giubileo della misericordia. L'imponente facciata della basilica che custodisce le spoglie del primo papa si è trasformata in un maxi schermo, per rilanciare sulla città immagini di elefanti, pappagalli, scimmie, tigri e animali di ogni tipo, con qualche aggiunta di scene dal vago sapore terzomondista.

Uno spettacolo kitsch, e in quanto tale brutto. E già basterebbe questo per cassare l'iniziativa. Senza bisogno di ricorrere a teorie complottistiche su minacce e attacchi alla Chiesa perpetrati con l'aiuto della Chiesa stessa, ciò che più interessa notare è che l'imponente bellezza della facciata di San Pietro, fatta di armonia, di equilibrio e al tempo stesso di forza visiva, di bellezza che si comunica, fatta insomma con quei criteri che per secoli hanno illuminato la grande arte cristiana, ha lasciato spazio alla brutta idea di spettacolarità vuota e, appunto, kitsch che caratterizza tanta parte della modernità. Il cristianesimo è innanzitutto bellezza: e questo è il primo motivo per cui lo spettacolo impropriamente titolato «Fiat lux» dimostra di non essere affatto cristiano.

Ma al di là della bruttezza dell'evento, ciò che più ha lasciato giustamente perplessi è l'impostazione di questa carrellata di immagini, senza alcun significato nemmeno simbolicamente sacro, ma solo e unicamente impostato secondo il gusto ecologista e terzomondista che oggi domina incontrastato. Per carità, liberi di fare quel che si vuole e dove si vuole. Ma la facciata di San Pietro è veramente una «casa comune» per i cattolici. E tanti, tantissimi cattolici non sono stati affatto contenti di vederla trasformata in un grande drive-in per contenuti nient'affatto cristiani.

Così come risultano a volte imbarazzanti le uscite un po' sgangherate di chi sostiene che un evento del genere rappresenti il capitolo di una grande guerra contro la Chiesa cattolica, perpetrata ad opera di realtà che portano il nome di divinità pagane, al tempo stesso non possono che apparire francamente risibili certi tentativi di salvataggio dell'indegno spettacolo. C'è addirittura chi, probabilmente senza sapere di cosa stesse parlando, si è spinto ad accostarlo ai bestiari medioevali, ricchi di simbolismo e di rimandi analogici al divino. Nulla di più ridicolo: i bestiari sono esempi straordinari di profondità, di complessità, di ricchezza di rimandi, di stratificazione dei significati. Significati chiari e intellegibili dentro un preciso contesto culturale, fatto di condivisione e comunanza ideale. L'orrendo «Fiat lux» è stato uno spettacolo piatto, superficiale, senza spessore, esattamente come i fuochi d'artificio; e gli unici rimandi culturali comunicati sono quelli relativi alla retorica del pianeta da salvare dai cambiamenti climatici. Nulla che possa essere definito cristiano, e di certo nulla che abbia qualcosa da spartire col grande patrimonio del simbolismo religioso e scritturale.

Con tutto ciò, non si vuol certo dire che a causa di questo scivolone la Chiesa cattolica sia caduta in mano all'anticristo e che sia pertanto vicina la fine dei tempi. No. Con molta calma, ragionevolezza e senso del bello, si vuol solo dire che la Chiesa cattolica non è, come tante volte Papa Francesco ci ha ricordato, una Ong. E pertanto è bene che lasci alle Ong ambientaliste di inscenare spettacoli di dubbio gusto per sensibilizzare sul tema dei cambiamenti climatici. E se anche qualcuno nella Chiesa si sente proprio in dovere di sposare questa causa, lo faccia pure. Ma a margine, e con la consapevolezza che si tratta di temi opinabili, su cui vige la totale libertà di pensiero.

Farlo nel centro della Chiesa cattolica, usando come sfondo la Basilica di San Pietro, è stata una cosa fuori luogo. Un vero peccato. Certo, come argutamente è stato detto, si tratta di un peccato perdonabile, soprattutto all'inizio del Giubileo della misericordia.


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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