LIBERTA' DI PENSIERO | 17 Gennaio 2015

«Perché sono a Milano a difendere la famiglia»

Il convegno che, con una spettacolare opera di disinformazione, è stato senza alcun motivo definito''anti gay''. La voce a chi partecipa, e spiega l'importanza di esserci

di GIUSEPPE ZOLA

Sono al convegno sulla famiglia che si tiene a Milano («Difendere la famiglia per difendere la comunità») per diversi motivi.

Il primo è che voglio testimoniare anch’io l’essenzialità della famiglia come «società naturale fondata sul matrimonio», come proclama la nostra costituzione. Non capisco perché proprio coloro che dicono che la nostra è «la più bella costituzione del mondo» vogliano disattenderla su di un punto fondamentale.

E’ vero che difendendo la famiglia si difende l’intera società e lo stiamo capendo proprio in questo momento di crisi: cosa ne sarebbe del nostro Paese se non ci fosse la famiglia?

Occorre quindi rafforzare la famiglia, invece che indebolirla con strumentalizzazioni ideologiche che, tra l’altro, contrastano con gli elementi fondamentali della storia della nostra civiltà, romana prima e giudaico-cristiana poi.

Ma poi c’è anche un altro motivo: sono qui per affermare e difendere la libertà di pensiero. E’ pazzesco ed assurdo che un convegno che vuole parlare di famiglia debba, in Italia, essere difeso dalla Questura. E’ sconfortante vedere che tutti coloro che hanno alzato le matite per difendere la libertà di “Charlie”, oggi a Milano vorrebbero impedire le libertà di difendere quella “società naturale” che si chiama famiglia.

La presenza al convegno di oggi è anche un modo per difendere la democrazia, che, a quanto pare, è sempre più in pericolo.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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