PENSIERO UNICO | 10 Ottobre 2017

Pillole di follia dei popoli occidentali

In alcune scuole delle contee del Sussex e dell’Essex viene tolta dalle date l’indicazione “dopo Cristo”; in Danimarca si abolisce l’espressione “incinta” per non offendere i transgender. Pillole di follia di un mondo occidentale in totale declino

di GIUSEPPE ZOLA

Urge un eminente Premio Nobel per la medicina che scopra in fretta un farmaco contro il rincoglionimento dei popoli occidentali. Scusate se, per la prima volta in questa rubrica, uso un termine non del tutto corretto (ma che rende l’idea). Infatti non se ne può più. O meglio, non si sa più se ridere o piangere. Personalmente sento sempre di più la nostalgia per il grande Chesterton, che avrebbe sommerso nell’ironia alcune iniziative che vengono prese in questo “pazzo” momento della storia umana, anche perché tutti i comici sono diventati di “regime” e non hanno più il coraggio di deridere ciò che di ridicolo sta avvenendo. Faccio due esempi, di cui si è parlato (poco) in questi giorni.

Il primo riguarda l’Inghilterra, dove mi pare che sia andato perduto il loro proverbiale humor. In alcune scuole delle contee del Sussex e dell’Essex i dirigenti hanno deciso che d’ora in poi l’indicazione degli anni non verrà più fatta con riferimento a Cristo, con la solita ridicola scusa che si offenderebbero le persone di altre religioni ed in particolare gli islamici, molti dei quali, peraltro, si sono affrettati a dire che non si sentono affatto offesi. Gli anni, finora, venivano (e vengono) segnalati con le sigle che indicavano il prima o il dopo Cristo. In quelle scuole, d’ora in poi, l’anno verrà segnalato come anno dell’era comune. Ma comune di che? Il 2017, comunque lo si voglia vedere, è l’anno che ci distanzia dalla nascita di Cristo e non a quella che fa riferimento a Giulio Cesare od a Elisabetta I, che è vissuta a lungo, ma non 2017 anni (Elisabetta II ci sta tentando). Rimane, comunque, il fatto che il 2017 fa riferimento a Cristo ed appare quindi addirittura ridicolo parlare di una fantomatica “era comune”. Non solo ridicola questa idea, ma addirittura “pazza” (come direbbe Chesterton) e quindi bisognosa del Nobel della medicina (psichiatrica).

Il secondo esempio, se possibile, appare ancora più ridicolo. La Danimarca ha chiesto addirittura all’ONU che venga cancellata dal linguaggio comune la parola “incinta”(sic!!!). E perché? Per non offendere i transgender che, come si sa, non possono rimanere incinti. Neppure i grandi autori di favole danesi avrebbero mai avuto questa fervida fantasia: ma gli attuali governanti danesi non si vergognano neppure di avanzare tali pazzesche proposte.

Ma non dobbiamo sorprenderci: essendo il “pensiero unico” un pensiero totalmente inventato in  quanto non basato sula concreta realtà, esso può dire tutto ciò che gli passa per la testa (o, meglio, per il basso ventre) senza più vergogna e senza neppure rendersi conto di quanto finisca per essere risibile e sempre meno credibile. Il dramma del momento è che tutto ciò non viene sommerso dalle risate, perché le grandi lobby rilanciano sui giornaloni e sulle loro TV e sui loro “social” queste cose strampalate, cercando persino di dare ad esse una dignità culturale. Non si tratta di cultura, ma di pura pazzia.

Tra l’altro, costoro non si accorgono che, seguendo questa strada, tra qualche anno saremo costretti a stare assolutamente zitti, perché ogni parola, anche innocente, potrebbe offendere qualcuno. E sarà la fine della libertà di pensiero e di parola. Sono sorpreso e addolorato nel constatare che tanti uomini e tante donne (anche se un po’ meno) della c.d. sinistra stanno percorrendo questa strada. Non erano i sacerdoti di tutte le libertà? E la c.d. destra (nel senso di centro-destra) batta un colpo su questi temi, se non vuole ridursi ad essere connivente con queste pazzie.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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