FAMIGLIA | 11 Marzo 2015

«Porta chiusa alle adozioni gay»

Il Senato respinge l’affidamento dei minori ai single. Il sociologo torinese Massimo Introvigne presidente dei comitati “Sì alla famiglia”: «Scongiurato il rischio più grave. Si chiude una porta per le adozioni gay»

di REDAZIONE

Prosegue in difesa dei più piccoli la battaglia per la famiglia portata avanti dai «pro-life», in prima linea nel sostenere i valori cardine della società, valori tutelati dalla Costituzione italiana che non possono e non devono essere traditi. Sullo sfondo lo scontro con l’ideologia gender, destinato a durare e a diventare sempre più duro. In questa battaglia le associazioni riunite nel coordinamento “Sì alla famiglia” si sono aggiudicate uno dei round, vinto con il recente «no» del Parlamento all’affidamento dei bambini ai single. 

Il sociologo torinese Massimo Introvigne, presidente dei Comitati “Sì alla famiglia”, che riuniscono associazioni cattoliche ed evangeliche, esprime «grande soddisfazione» per la bocciatura in Senato dell’ipotesi di affidare i minori anche ai single. 

Ieri, con una lettera inviata ai senatori a firma di Introvigne e del segretario nazionale di Sì alla famiglia Giancarlo Cerrelli, i comitati avevano richiamato l’attenzione sulla necessità che, attraverso le nuove disposizioni su affidamento e adozione all’ordine del giorno di quella assemblea, non si introducesse la possibilità per single e/o a coppie conviventi dello stesso sesso di ricevere bambini dapprima in affidamento, poi in adozione. 

La bocciatura da parte dell’aula dell’emendamento a firma della senatrice PD Puglisi, che andava proprio in quella direzione, «è – spiega Introvigne – un segnale incoraggiante della collaborazione che di fatto, nella piena libertà e autonomia di ciascuna realtà, può stabilirsi fra l’associazionismo pro family e le istituzioni. Il testo del provvedimento non appare soddisfacente per altri profili, ma è stato scongiurato il rischio più grave».


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