COMMISSIONE EUROPEA | 29 Settembre 2014

Promossi o bocciati

Bruxelles, sotto torchio i commissari scelti da Juncker. Primo test per il governo europeo

di LUCA PIACENTINI

REDAZIONE

Governo europeo sul banco di prova. I candidati commissari affrontano gli europarlamentari eletti dal popolo, che per dieci giorni li interrogano in una serie di faccia a faccia di tre ore ciascuno sui temi caldi dell’Unione. 

Per il Partito popolare europeo, il principale gruppo a Strasburgo, interviene Massimiliano Salini, europarlamentare eletto nelle liste del Nuovo Centrodestra nella circoscrizione Nord Ovest. Salini formula le domande in rappresentanza del Ppe nelle due commissioni Trasporti-Turismo e Industria-Ricerca-Energia. 

Il primo confronto è con lo slovacco Maros Sefcovic, socialista candidato commissario ai Trasporti; poi tocca ad Elzbieta Bienkowska, vicepremier polacco, che aspira alla delega Mercato unico e Industria. 

Al centro delle audizioni, da un lato, c'è il futuro dei collegamenti ferroviari continentali, che presentano caratteristiche tecniche fortemente disomogenee oggi in contrasto con il mercato unico, dall’altro lato c'è la delicata situazione dell’acciaio, di cui l’Ue è il secondo produttore mondiale.  

PROMOSSI O BOCCIATI
Le audizioni prendono il via lunedì 29 settembre. Il Parlamento Europeo pronuncerà il verdetto il 22 ottobre, quando deciderà se dare il via libera alla squadra scelta dal presidente della Commissione Jean Claude Juncker. Promossi o bocciati: il voto terrà o respingerà in blocco il nuovo esecutivo europeo, senza possibilità di appello. 

Non è una partita secondaria. In caso di intoppi di natura politica che rendessero necessaria la sostituzione di commissari, sarebbe l’operatività del governo a subire ritardi. 

Uno slittamento del via libera dall’Europarlamento non solo avrebbe conseguenze negative sui dossier internazionali oggi sul tavolo di Juncker, dove tra i nodi più complicati ci sono la crisi ucraina e le sanzioni alla Russia e il trattato di libero scambio con gli Stati Uniti. L’eventuale bocciatura di uno o più commissari cambierebbe l'agenda di politica interna dell’esecutivo, rinviando interventi cruciali annunciati l'estate scorsa.

EMERGENZA OCCUPAZIONE
Le priorità indicate a luglio dal neo presidente della Commissione europea sono lavoro, infrastrutture ed energia. Incassata la fiducia con 422 voti, l’ex premier lussemburghese ha annunciato un piano da 300 miliardi di euro in tre anni. 

L'emergenza più grave è la disoccupazione nell’area euro, oggi all’11,5%. Come ha ricordato il presidente della Bce Mario Draghi, lo spettro che aleggia per il continente non è la deflazione ma la mancanza di lavoro. In particolare tra i giovani, segnati da un forte "sentimento di sfiducia nel futuro”. 

La ricetta è duplice: da un lato investimenti pubblici e privati, dall'altro riforme. E qui entra in gioco la Commissione.

Il pacchetto di interventi mirati che dovranno "rafforzare la competitività e stimolare gli investimenti” sarà affidato ai 27 aspiranti commissari soltanto al termine delle audizioni parlamentari. Si tratta del primo test dell’esecutivo ‘in pectore’ guidato da Junker. 

 

 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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