UN GIGANTE AL CONGRESSO | 25 Settembre 2015

«Proteggete l'immagine di Dio nel volto umano». La firma di Bergoglio

Ma quale destra o sinistra. L'intervento del primo Papa al Congresso va dritto al cuore della politica. La firma di Bergoglio nella metafora di Mosé: «Proteggete la somiglianza con Dio nel volto umano». I quattro americani e il coraggio di immedesimarsi

di LUCA PIACENTINI

Destra o sinistra? Bergoglio ha fatto un intervento progressista o conservatore? Come primo Papa della storia a parlare di fronte al Congresso americano riunito in plenaria, ha espresso parole in sintonia con il Partito democratico o con quello Repubblicano? Non sono pochi i giornali americani che sottolineano riferimenti espliciti ai democratici (su armi, immigrazione, economia) ma velati (aborto, valori famigliari) ai repubblicani. Nessuno, però, nega l'approccio ecumenico, bipartisan, del Santo Padre. 

È chiaro: non ha parlato anzitutto da capo di Stato, ma da pastore della anime; e non voleva condannare il capitalismo e santificare il comunismo, o viceversa. Per capire quanto banale sia questa chiave di lettura basta citare il richiamo all'impresa che genera valore e ricchezza («l’attività imprenditoriale, che è una nobile vocazione, orientata a produrre ricchezza e a migliorare il mondo per tutti», giusto per liberare il campo dalle accuse di marxismo sparate sui giornali). Le categorie di destra e di sinistra sono necessarie alla scienza politica e sono le uniche che resistono a tutti gli studi comparati. In ogni contesto nazionale sono infatti fil rouge che consente una classificazione di partiti e schieramenti in funzione della maggiore o minore presenza dello Stato nell'economia. Appunto, sinistra o destra. 

Ma guardando alla visita del Papa, la chiave interpretativa non può che essere un’altra. Il punto di vista del Papa nel rivolgersi ai legislatori non è quello di chi vuole giustificare una scuola politica o condannarne un'altra, ma di chi evidenzia gli obiettivi comuni della politica stessa. E ribadisce gli scopi terreni, in sintonia con i fini ultimi 'celesti'. E su questo piano il discorso di Papa Francesco è apparso inattaccabile e inequivocabile: l'uomo è immagine di Dio, la sua anima ha radici trascendenti, la regola d'oro è la sapienza del Vangelo dell'amore al prossimo, la politica è servizio, aiuto ai poveri, rispetto del creato, strumento contro la violenza delle armi e l'oppressione del potere, difesa della vita in ogni sua fase (leggi: no all'aborto, oltre che condanna della pena di morte, cui tutti giornali hanno fatto eco eliminando però la prima parte del concetto). 

Sempre restando ai contenuti trattati, prima di affrontare la questione dello stile di questo Papa, così diverso dei predecessori, dobbiamo rilevare che Bergoglio ha affrontato i grandi temi universali, attuali da Oriente a Occidente: in primis l'immigrazione (non a caso davanti al Congresso spaccato sul problema, in merito al quale ha auspicato unità di intenti), il fondamentalismo religioso e la difesa della libertà di professare la fede, il richiamo alla pluralità e all'inclusione. Temi umani, incardinati però nel divino, da dove trae origine l'attività del legislatore, come ha ricordato il Papa con un'immagine efficace del Vecchio testamento: «La figura di Mosé ci conduce direttamente a Dio e quindi alla dignità trascendente dell'essere umano. Mosé ci offre una buona sintesi del vostro lavoro: a voi viene richiesto di proteggere, con gli strumenti della legge, l'immagine e la somiglianza modellati da Dio su ogni volto umano». 

Immedesimazione è invece la cifra dello ‘stile’ di Bergoglio nei viaggi pastorali. Profondo rispetto, curiosità intellettuale e desiderio di porsi in sintonia con il sentire delle culture che incontra. Molti osservatori americani sono rimasti profondamente colpiti dall'esordio del suo discorso, che ha identificato gli Stati Uniti come «Terra dei liberi e dei valorosi». In chiusura ha offerto una chiave cristiana allo stesso sogno americano, un sogno di libertà, mentre in un passaggio ha citato la Dichiarazione di indipendenza, che riconosce tutti gli uomini «creati uguali», dotati dal creatore dei «diritti inalienabili» vita, libertà e felicità. 

Nella trama centrale ha sviluppato i concetti che aveva a cuore ripercorrendo quattro figure apprezzate dagli americani: Abraham Lincoln, Martin Luther King, Dorothy Day e Thomas Merton. Limitandosi a Dorothy Day, è forse ridondante sottolineare, oltre all’esplicito riferimento sociale, il più velato richiamo all’esperienza dell’aborto dell'anarchica convertita, che si è pentita dell'interruzione di gravidanza fatta in gioventù e ha capovolto le convinzioni sui valori ultimi incarnandoli nella vita e nel servizio ai poveri. E’ la cifra di Bergoglio: un pastore che entra al Congresso con il sorriso e quasi in punta di piedi, professa la fede e dice la verità, anzitutto la Verità. Senza rinunciare mai a cercare comunione.


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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