FORMAZIONE CONTINUA | 06 Aprile 2017

Puntare sulla formazione per coltivare i talenti

Formazione continua come antidoto alla fuga dei cervelli. Rossella Spada, direttore del Fondo Formazienda: «Solo con lo strumento del Lifelong learning i nostri talenti trovano un terreno per investire qui sul loro futuro»

di REDAZIONE

Si tratta di un refrain che ormai ripetiamo da anni: i «cervelli» migliori italiani vanno all'estero, perché qui da noi non trovano opportunità. Un problema reale, ma sostanzialmente mal posto. Che i ricercatori italiani vadano all'estero non è affatto un male, in un mondo globale come il nostro. Il problema se mai è un altro: non siamo in grado di attirare cervelli esteri qui da noi, e non siamo capaci di creare quel clima generale di stimolo alla formazione, allo sviluppo e alla crescita che permetta di generare un vero e proprio circolo virtuoso.

I recenti dati che collocano l'Italia in basso nelle classifiche per quanto riguarda gli investimenti in formazione e Lifelong learning danno certamente un quadro chiaro per capire il motivo per cui i cervelli non rimangono in Italia o non vengono attratti. Secondo Rossella Spada, direttore del Fondo Formazienda, il segreto è qui: «Puntare sui talenti significa innanzitutto formarli nella prima fase della loro vita, ma poi significa mantenerli, aggiornarli, coltivarli continuamente. Altrimenti, finita la formazione scolastica e universitaria, è naturale che cerchino subito uno sbocco all'estero. La formazione continua è l'alveo dentro cui un talento trova continuamente il suo modo di esprimeri».

Da questo punto di vsita, i fondi interprofessionali svolgono un ruolo fondamentale. E il Formazienda è il fondo interprofessionale che, in termini percentuali, sta crescendo di più a livello nazionale, sia come imprese aderenti che come numero di addetti.

Quale il segreto di questo successo? «Penso che il punto sia proprio quello della flessibilità», risponde Rossella Spada. «L'impresa che vuole puntare sulla formazione non deve impantanarsi in una selva burocratica, o in certe lentezze e ritualità tipiche di un modo antico (e tipicamente italiano) di concepire la concertazione. I dati del Global Competitivity Index che danno l'Italia in basso nelle classifiche sul tema della formazione continua ci indicano chiaramente che abbiamo sfide stimolanti da affrontare, e per fare questo servono strumenti nuovi e metodi nuovi. I fondi finanziano la formazione, e quindi devono essere per loro natura uno strumento che favorisce e semplifica i processi. Proprio ciò di cui il nostro paese ha bisogno. Il successo di Formazienda sta ad indicare che probabilmente siamo in grado di rispondere in maniera soddisfacente alle esigenze delle imprese».

 


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