DUE PESI E DUE MISURE | 17 Novembre 2016

Quei tagli assurdi alla Lombardia

Mentre il governatore Maroni vara provvedimenti che investono milioni in ricerca e innovazione, l'esecutivo nazionale riduce le risorse agli enti virtuosi. La denuncia della Lega: Renzi regala 600 milioni alla Campania e taglia 423 milioni alla Lombardia

di LUCA PIACENTINI

La Lombardia avanza. Il governo Renzi frena. A Milano si cerca in tutti modi di migliorare, trasformando il primato economico della regione in un trampolino di lancio per l'innovazione del paese; a Roma si usano due pesi e due misure, provvedimenti clamorosamente sbilanciati, che penalizzano la locomotiva dell'Italia. 

È quanto emerge dalle dure critiche dei rappresentanti della maggioranza inLombardia. Attacchi all’esecutivo nazionale rilanciati sui social network dal presidente Roberto Maroni circa il trattamento ingiusto subito dalla Regione a causa delle scelte sbagliate di Palazzo Chigi. Il fatto sconcertante è la miopia dell'esecutivo, che insiste nel ‘regalare’ risorse al Sud ignorando sostanzialmente chi, come l'amministrazione regionale lombarda, il denaro pubblico lo utilizza al meglio, senza sprecare e senza fare deficit.

In queste ore il parlamentino lombardo ha varato l'ennesimo provvedimento a favore delle imprese con l'obiettivo di stimolare l'iniziativa privata e la produttività. Si tratta di una legge che favorisce ricerca e innovazione, cui sarà riservato non meno del 3% delle risorse annualmente destinate all’acquisto di beni e servizi. 

Una normativa all’avanguardia, sottolinea la Regione, che punta a creare un «ecosistema dell’innovazione» laddove il fermento è già importante: qui si registra infatti la presenza del 22% delle start up italiane, un quarto degli investimenti totali sotto la voce innovazione e quasi un terzo dei brevetti. Tra le novità, sostegni economici concreti: 40 milioni andranno ad accordi per la ricerca, oltre un milione favorirà capitale umano di eccellenza. Gli ambiti di intervento vanno dai big data alla ‘no tax area’ per attrarre investimenti nell’ex area Expo, fino alle infrastrutture digitali. Si parla di ricorse record che ammontano a 350 milioni di euro da qui al 2020. 

Di fatto ancora una volta emerge l'importanza di garantire agli enti locali il potere di legiferare, una prerogativa minacciata dalla riforma costituzionale, in cui molti vedono la fine delle autonomie. Come tutelare infatti gli enti virtuosi dalla clausola di supremazia dello Stato prevista nell'impianto della legge Renzi-Boschi? Non è un timore infondato, vista la discrezionalità con cui, secondo molti esperti e commentatori, il governo potrà attivarla. 

In ogni caso è evidente la distanza tra due modi di fare politica, che appaiono sempre più universi separati, come emerge dalla disparità di trattamento tra Regioni del Nord e del Sud rilevata dagli esponenti della Lega: il deputato Paolo Grimoldi denuncia come sia «vergognoso» che «negli emendamenti del Pd nella manovra siano previsti soldi a pioggia per le Regioni del centro e del Sud e invece alla Lombardia, la Regione più virtuosa, che regala ogni anno 54 miliardi di tasse dei suoi cittadini e delle sue imprese come residuo fiscale alle casse statali, abbia subito tagli per 423 milioni». Soprattutto a fronte di centinaia di milioni di euro, dice il Carroccio, ‘regalati’ alle regioni del sud, Molise e Campania, per fronteggiare i propri debiti. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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