TASSE E CRESCITA 'ZERO' | 31 Agosto 2016

Quel mix micidiale che soffoca l’Italia

La morsa micidiale che rischia di soffocare l’Italia: i dati macroeconomici mettono i brividi, cala la fiducia di consumatori e imprese. Ma al netto delle promesse, cosa resta dell’azione politica del governo di Matteo Renzi?

di LUCA PIACENTINI

Tassazione alle stelle, debito elevato e crescita asfittica. La descrizione macroeconomica dell'Italia durante il governo presieduto da Matteo Renzi è un mix micidiale di pressione fiscale da record (lo abbiamo scritto a più riprese su questo giornale), spesa pubblica apparentemente inarrestabile e rischio stagnazione. Per neutralizzare il quale, servirebbe anzitutto un ingrediente fondamentale, quasi una medicina: un aumento deciso del Pil. 

Nonostante alcuni timidi segnali (una crescita del fatturato dei servizi nel secondo trimestre), le rassicurazioni del ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan sulle presunte cause della frenata del prodotto interno lordo comunicata dall'Istat a metà agosto (che consisterebbero nell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, nel problema dei migranti e nel pericolo terrorismo, insomma in fattori di contesto) e gli annunci roboanti del premier sulle prossime priorità di Palazzo Chigi (es: riduzione tasse), è difficile guardare con fiducia all'azione politica autunnale del governo. Come è invece facile immaginare le possibili ripercussioni sugli investimenti del clima di incertezza generale causato dall'imminente referendum costituzionale. 

La cartina tornasole del fatto che le cose non vanno, e che l'economia è lontana dal collocarsi sul binario giusto, è il peggioramento del clima di fiducia dei consumatori e delle imprese. Come certificato ancora dall'Istat, l'indice che lo misura è sceso dai 111,2 punti di luglio ai 109,2 di agosto, mentre quello delle imprese è calato di quasi quattro punti nello stesso periodo.

Sappiamo che i consumi sono fondamentali per determinare la domanda sul mercato dei beni, insieme agli investimenti e alla spesa pubblica. 

Quel che sembra mancare decisamente è proprio la leva dello sviluppo, come sottolineato in una recente intervista dall'europarlamentare di Forza Italia Massimiliano Salini. Che, nella trattativa in corso tra governo e Bruxelles per la stesura della nuova legge di stabilità, ha rilevato come Renzi sia sostanzialmente privo della credibilità necessaria per imprimere una svolta. Eventuali margini di manovra ottenuti - se mai Roma riuscisse a strapparli - a cosa sarebbero destinati? Sono in molti a temere che alla fine andrebbero ad ingigantire la macchina pubblica. 

Come gli altri governi del centrosinistra, l'esecutivo guidato dall'ex sindaco di Firenze non ha brillato nei tagli alle uscite dello stato. Tutt’altro. Le sacche improduttive della pubblica amministrazione sembrano intoccabili. Le municipalizzate restano vive e vegete, nonostante la sforbiciata proclamata in pompa magna a suo tempo dal neo premier. 

Il governo si è insediato ormai due anni e mezzo fa e, al netto delle promesse, della sua azione resta ben poco. Stentavamo a credere all’inizio nel ‘miracolo renziano’, ci crediamo ancora meno oggi, dopo mesi passati ad ascoltare analisi e contro analisi nelle quali sostanzialmente il succo è uno solo: se in Italia le cose vanno male, è colpa degli altri. Non di chi oggi è al timone. Insomma, ci è toccato sorbirci ancora una volta il ritornello dei problemi ereditati.  

E la responsabilità politica? Anche questa è solo degli altri? Il bilancio dell’esecutivo si gioca sulla capacità di toccare le corde giuste per aiutare il paese ad uscire dalla crisi, nel sostenerne la ripartenza e nel promuovere ogni sforzo possibile per stimolare gli investimenti privati. Ma se i numeri non mentono, dobbiamo concludere che finora abbiamo assistito ad una performance politica pallida, incerta e inefficace. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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