VICOLO CIECO | 15 Settembre 2017

Quel PD «senz’anima»

Tra le incertezze sullo Ius Soli e la caccia alle streghe contro la propaganda fascista, il Partito Democratico dimostra di non avere una propria identità culturale, in grado di dare impulso alle riforme strutturali di cui ha bisogno il Paese

di LUCA PIACENTINI

Il centrosinistra è all'angolo. In quest’ultimo scorcio di legislatura il principale partito dello schieramento che regge il governo Gentiloni, il PD, annaspa tra i fallimenti sullo Ius Soli e la caccia alle streghe della legge contro la propaganda fascista. In entrambi i casi emerge un elemento di profonda debolezza: l'assenza di un'identità e, di conseguenza, la mancanza di proposte credibili e positive, di grande impatto sul Paese prima ancora che sull’opinione pubblica. Che per altro, nel goffo tentativo di ingraziarsela frenando sullo Ius Soli, i dem stanno comunque allontanando da sé. 

La carenza identitaria spiegherebbe infatti da un lato l’atteggiamento ondivago sulla legge per la cittadinanza ai figli degli immigrati, e dall’altra il rilancio di una normativa a dir poco incomprensibile come la legge Fiano. Che bisogno c’era di una nuova normativa che riesumasse il fantasma del fascismo? Non bastava il reato di apologia? 

Da sempre, nella società e nella politica, l'accanimento contro un nemico a prescindere non fa altro che evidenziare una debolezza intrinseca e l’esigenza di colmare un vuoto. Dopo il crollo delle ideologie, la prima fragilità del Partito Democratico in particolare e della sinistra in generale, è l’essere rimasti orfani di una grande ‘weltanschauung’ oppure, se non si vogliono tirare in ballo i massimi sistemi, almeno di una visione del mondo chiara, sufficiente a dare impulso ad azioni politiche coerenti e puntuali. 

Contro questo argomento sembra inutile rifugiarsi nella difesa dei valori democratici, nella battaglia per lo stato di diritto, in sottolineature sull’uguaglianza, o porre l’accento sulla necessità di bilanciare le disfunzioni del mercato globale: sono aspetti condivisi da tutte le forze politiche responsabili dell’Occidente. 

Piuttosto, il blocco dell'iter sullo Ius Soli esemplificae in modo lampante le difficoltà di fondo del PD, che hanno radici anzitutto culturali. Nel tentativo di approvarla, la maggioranza parlamentare ha infatti perso l'elettorato ‘moderato’ a cui da sempre i renziani strizzano l'occhio, nel tentativo di far loro dimenticare le proprie origini progressiste; d’altra parte, inciampando clamorosamente sullo stesso percorso parlamentare a causa della mancanza dei numeri in aula, ha allontanato l'elettorato di sinistra favorevole all’ampliamento della cittadinanza. Risultato: il PD è in un vicolo cieco dal quale sarà ben difficile uscire. 

A fronte di una debolezza strutturale di questa portata, l'impressione è che gli escamotage comunicativi - che non mancheranno certo nell’imminente campagna elettorale - non basteranno a far dimenticare incertezze e tentennamenti, che rischiano di rivelarsi politicamente fatali. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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