PENSIERO UNICO | 11 Dicembre 2017

Quel senso di tristezza che pervade la moda

Il pensiero unico tenta di cancellare ogni senso all’esistenza, e la conseguenza è che la vita stessa diventa triste. Il mondo della moda, in particolare, rappresenta questo modo di vivere confuso e disperato

di GIUSEPPE ZOLA

In dicembre la pubblicità, banalizzando il Natale, si scatena in tutte le sue forme: in TV, in radio, sui cartelloni, sui tram, sui taxi, su ogni spazio disponibile. E se ne vedono di tutti i colori.

A me ha colpito, in particolare, la pubblicità dedicata al settore della moda, soprattutto della cosiddetta alta moda e di tutto ciò che gira intorno ad essa.

Si tratta di una moda che trasmette una tristezza, anzi una disperazione infinita. Le modelle, durante le sfilate, sono tristissime e non sorridono mai; i cartelloni pubblicitari mostrano figure maschili e femminili teoricamente belle, ma che testimoniano una vita senza speranza e senza gioia; le pubblicità televisive relative ai profumi, a parte il fatto che sono tutte uguali in tutti i sensi, inducono a pensare a rapporti senza allegria, impostati solo su torbidi sentimenti. Insomma, il pensiero unico che ispira tutto il mondo della moda è tremendamente triste e trasmette una visione senza letizia dei rapporti interpersonali, soprattutto di quelli affettivi.

Spinto dalla constatazione di questi sentimenti negativi, sono andato a rileggermi il “Cantico dei Cantici”, il singolare libro della Bibbia che, probabilmente, costituisce la più alta poesia che descriva l’amore umano, tra uomo e donna. Ed è un libro pieno di gioia e di letizia, che usa immagini assolutamente positive e solari per descrivere questo rapporto voluto e ideato da Dio.

Il Cantico inizia così: «Oh, mi desse un bacio di sua bocca! Sì, le tue carezze sono più soavi del vino; all’odore sono soavi i tuoi profumi. E’ un profumo olezzante il tuo nome….Mi conducesse il re nelle sue stanze, noi gioiremo e giubileremo per te, ricorderemo le tue carezze più del vino: si ha ragione di amarti!».

Un inizio che sprizza gioia da tutti i pori e che si ripete in modo mirabile lungo tutto il Cantico.

Ma allora, può esistere un amore gioioso, che ci faccia dimenticare le tristi immagini propinate dall’alta moda! Ma perché è possibile? Perché il Cantico dei Cantici si inserisce in un contesto dominato dal richiamo costante al rapporto con Dio. Questo libro della Bibbia, in fondo, costituisce un inno di ringraziamento al Signore per averci creato  in questo modo, con la possibilità di gioire e di godere dei frutti di una creazione che non ha badato al risparmio e che testimonia la immensa genialità creativa del Signore.

Nell’omelia pronunciata al mio matrimonio, il servo di Dio don Luigi Giussani ebbe a dire a mia moglie ed a me: «Il Signore ha preso spunto da qualcosa, che del resto Lui ha fatto scaturire, risvegliato in voi; ma quello che vi fa oggi è una cosa Sua che deve diventare vostra». E’ la presenza del Signore che genera il gioioso centuplo in ogni nostra esperienza.

Il pensiero unico tenta di cancellare la presenza di Dio dalla nostra vita e la conseguenza, non solo per quanto riguarda la moda, è che la vita stessa diventa triste e senza senso. La moda, in particolare, cerca invano di rivestire in modo elegante un animo che nel frattempo è stato reso amaro, confuso e disperato. Anche la Chiesa, abbandonato ogni moralismo, deve aiutare ogni persona a percepire la positività di ogni vita. Sperando, così, che anche le modelle tornino a sorridere.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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