PENSIERO UNICO | 07 Aprile 2017

Quella dittatura culturale che passa dalle Regioni

Il pensiero unico ha seguito la via regionale per far entrare dalla finestra ciò che era stato fatto uscire dalla porta. L'Umbria ha approvato una legge che, dietro al velo del contrasto all'omofobia, vuole limitare la libertà di espressione

di GIUSEPPE ZOLA

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Il pensiero unico usa tutti gli strumenti a disposizione per allargare la propria influenza ed il proprio potere teso a limitare fortemente la libertà di pensiero. Come sappiamo, il progetto di legge sull’omofobia è stato bloccato in Parlamento per tante buone ragioni, ma la lobby LGBT non si è rassegnata e ha cercato una via regionale, visto che la via legislativa statale era stata bloccata. Così, Marco Guerra ha potuto scrivere su “La nuova bussola quotidiana” questa notizia: «Dopo rinvii, contestazioni, e spaccature all’interno della maggioranza di centro sinistra, il consiglio regionale (dell’Umbria, ndr) ha approvato la proposta di legge 15 bis sul contrasto all’omofobia che de facto introduce l’insegnamento della teoria gender nelle scuole, esautora il primato educativo delle famiglie e istituisce un osservatorio regionale che assurgerà a supremo tribunale dell’inquisizione teso a sanzionare aziende, scuole, uffici, testate giornalistiche e singole persone che non si adeguino al gender pensiero».

Cioè, la lobby LGBT, con il sostegno contrastato ma decisivo del PD, ha seguito la via regionale per far entrare dalla finestra ciò che era stato fatto uscire dalla porta. Chi ne fa le spese è la povera Umbria, squassata non solo dal terremoto, ma da una legge che farà di quella nobile regione la campionessa della repressione della libertà di pensiero. La regione di San Francesco, protettore del nostro Paese, passerà alla storia come il luogo in cui è iniziata la deriva antidemocratica sui temi essenziali della vita, dell’amore, della generazione e dell’educazione.

Si deve sapere, infatti, che oramai con il termine misterioso di “omofobia” si intende qualunque espressione che osi dare un giudizio anche solo interrogativo sulle teorie (tutte da verificare scientificamente) e sulle pratiche (in un mondo in cui tutto è sottoposto a critica) messe in atto dal mondo LGBT. Chiunque sostenga un pensiero diverso può essere sanzionato, anche duramente. In Spagna, ad esempio, addirittura un cardinale è stato sottoposto ad una istruttoria penale per il solo fatto di avere ripetuto la secolare dottrina della Chiesa Cattolica in tema di omosessualità. D’ora in poi sarà sempre più difficile, in particolare per i cattolici, vivere e parlare nella bellissima Umbria, che non merita certo gli attuali suoi governanti.

In questa rubrica non ho mai espresso pareri strettamente politici o partitici, perché ho voluto sempre e solo attenermi ad argomentazioni di carattere culturale e giuridico. In questa occasione, voglio fare un’accezione. La legge umbra è passata grazie alle pressioni ed ai voti determinanti dei consiglieri del PD, sostenuti, nella fase finale, dal Partito Democratico centrale. Sommando quanto avvenuto in Umbria all’approvazione della legge Cirinnà, direi che il PD è diventato un partito invotabile, non tanto per il tradimento messo in atto nei confronti della grande tradizione di civiltà derivata dalla cultura giudaico-cristiana, quanto per il fatto il PD, spero incoscientemente, ha messo in atto un vero e proprio attacco alla libertà di pensiero, che fu la vera conquista di civiltà dei nostri costituenti dopo il ventennio liberticida del fascismo.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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