MEETING DI RIMINI | 25 Agosto 2015

«Regione Lombardia modello del nuovo welfare»

Il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni al Meeting di Rimini illustra reddito di autonomia e riforma sanitaria: «L’attenzione verso chi ha bisogno, per noi è una priorità»

di REDAZIONE

«L’attenzione verso chi ha bisogno, per noi è una priorità. Per questo abbiamo varato l'evoluzione del nostro sistema sociosanitario, passando dal 'curare' al 'prendersi cura' del malato. E per questo, a ottobre, partiremo con il Reddito di autonomia, che ha come fine la lotta alla povertà e l'inclusione sociale». Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, che, al Meeting di Rimini domenica 23 agosto, ha partecipato al convegno 'Verso un nuovo Welfare: valutare il Non Profit per valorizzare il territorio', insieme al presidente di Federsolidarietà di Confcooperative e presidente della Cooperativa sociale Ecosviluppo, Giuseppe Guerini, all'amministratore delegato di Ernst & Young Italia, Donato Iacovone, e a Giorgio Vittadini, presidente Fondazione per la Sussidiarietà.

Uno dei punti sottolineati dal Governatore, è stato l'attenzione che Regione Lombardia ha nei confronti della libertà di scelta per la persona e per le famiglie. «Questo vuole dire - ha spiegato - libertà di scelta nella scuola, nella sanità e in tutti i settori pubblici senza che le persone abbiano maggiori costi. Nell'istruzione, in particolare, - ha ricordato - solo quest'anno abbiamo messo 27 milioni di euro, aumentando il contributo medio da 623 a 913 per gli oltre 28mila beneficiari della Dote Scuola. Questo perché voglio che le famiglie siano libere di scegliere dove mandare a studiare i loro figli: nella scuola pubblica o in quella che un po' spregiativamente viene definita scuola privata. In realtà, il sistema della scuole paritarie svolge una funzione pubblica a costi inferiori della scuola di Stato».

Capire se quanto si sta facendo è efficace ed efficiente, secondo Maroni, «è fondamentale. Per questo - ha osservato - nella riforma del sistema sociosanitario che abbiamo varato, abbiamo inserito questo aspetto di controllo. Voglio una valutazione oggettiva dei nostri ospedali (e per questo abbiamo pensato a un'agenzia indipendente che creeremo entro fine anno), in maniera che i cittadini siano informati e la Regione sappia quale è il modello migliore da prendere come standard e possa premiare chi ha ottenuto le performance migliori».

Alla base della riforma sanitaria, con il passaggio dal 'curare' al 'prendersi cura' del malato, secondo in presidente lombardo, «portiamo la sanità lombarda ad occuparsi globalmente del malato, fino a che non sta bene e non solo fino a quando non esce dall'ospedale. È un cambio culturale. Questa forse è la spiegazione di alcune difficoltà che abbiamo incontrato nell'approvazione di questa svolta: convincere chi fino ad oggi si è comportato in un certo modo a cambiare e ad occuparsi anche di altre cose. Io sono convinto che questa evoluzione del sistema sia una cosa giusta e utile per i nostri cittadini».

La riforma, secondo le stime, porterà a circa 400 milioni di risparmi che, ha precisato Maroni, «verranno interamente reinvestiti nel sistema stesso. Siccome siamo una Regione virtuosa che non ha bisogno di coprire i buchi, questi soldi non li portiamo a riduzione del debito ma li lasciamo nel sistema, usandoli per ridurre ticket, liste d'attesa, rette di Rsa».

Nell'ultimo assestamento di Bilancio, ha proseguito Maroni, «abbiamo trovato, senza indebitarci, 250 milioni di euro, che abbiamo messo in quello che io ho battezzato come 'Reddito di autonomia'. A queste risorse si aggiungono 970 milioni di euro dei fondi sociali europei. Tutti questi soldi verranno utilizzati per politiche tese a ridurre la povertà e aumentare l'inclusione sociale. Voglio che quello lombardo sia un modello di Welfare innovativo, esempio per tutta la Nazione: la persona e la famiglia al centro e tutto il resto a loro servizio, non il contrario».

Un obiettivo che il Governatore vuole raggiungere anche incrementando la sinergia con il terzo settore, il no profit e il mondo del volontariato. «Siamo la regione - ha ricordato - che conta il maggior numero di associazioni: 7734. Questi sono i soggetti che voglio coinvolgere e ai quali voglio indirizzare le risorse perché gestiscano direttamente gli interventi, sulla base di criteri molto precisi di efficienza, valutabili in maniera chiara e trasparente».

«Abbiamo fatto un sondaggio - ha informato Maroni - dal quale emerge che l'88 per cento dei cittadini lombardi è favorevole al Reddito di autonomia. Questo aumenta ulteriormente la nostra responsabilità, sono soldi pubblici, non dobbiamo tradire la fiducia della nostra gente è certamente non lo faremo».


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