DONNE IN POLITICA | 08 Luglio 2015

«Renzi chiacchierone. La gente non gli crede più»

Monica Guarischi, mamma e libera professionista. Ex consigliere regionale e assessore di Ncd nel Lodigiano: «Renzi affama i Comuni e la ripresa è una finzione. Ricostruiamo il centrodestra e mandiamolo a casa»

di REDAZIONE

«Non sopporto le quote rosa, credo che la donna debba prendersi spazi e responsabilità in politica grazie ai propri meriti e non certo per una forma di concessione calata dall’alto». Così Monica Guarischi, ex consigliere delegato alle Pari opportunità nell’ultima Giunta Formigoni, lodigiana, dal maggio 2014 assessore all’Istruzione del suo Comune di residenza: Caselle Landi (Lo). Alle spalle una laurea in Architettura e nel presente la sfida, difficile ma appassionante, di conciliare famiglia, libera professione e impegno pubblico. 

Più donne in politica allora. 
«Certo, e in virtù della meritocrazia. Non perché esistono regole che premiano la parità di genere. Possiamo fare quanto e meglio degli uomini». 

Lei è una libera professionista, conosce il mondo delle aziende e ha una delega importante nell’amministrazione del suo Comune. La ripresa economica c’è o no?
«Ogni giorno incontro imprenditori e imprenditrici. Parlo con i miei colleghi amministratori e con i cittadini. La verità è che c’è un grande malcontento. So che il presidente del Consiglio Renzi dice che la ripresa c’è e che il Pase si sta risollevando. Francamente vedo un altro film. I Comuni sono senza un soldo a causa delle politiche governative e sono costretti a rivalersi sui cittadini. Le tasse aumentano. Gli imprenditori sono tartassati. Se per Renzi questa è la ripresa, mi dispiace ma io non la vedo affatto». 

Eppure chi la conosce bene la descrive come un’inguaribile ottimista…
«E’ vero, questo è il mio carattere. Ma la gente non vive nei salotti romani e nel lusso delle aule parlamentari. I padri di famiglia perdono il lavoro e non sanno più dove sbattere la testa. Le famiglie non arrivano a fine mese. Mancano i soldi per pagare il mutuo della casa, le rette della scuola, i buoni mensa. Sono ottimista ma non nascondo la testa sotto la sabbia per non essere costretta a vedere le difficoltà…».

Quale è secondo il significato del referendum greco?
«Inutile. Tsipras ha preso in giro i cittadini. La Merkel continua ad avere in mano il pallino».

Nelle sue parole si avverte dell’ammirazione verso la cancelliera tedesca…
«Ho un’altra idea di Europa, ma è evidente che è una donna forte e determinata. Sa fare moto bene gli interessi della sua nazione. Bisogna riconoscerlo. E, se possibile, imparare a fare altrettanto...».

Forse è una cosa che alla Merkel riesce fin troppo bene…
«Faccio politica e so che se i cittadini ti eleggono è perché tu difenda i loro interessi, non certo per voltare loro le spalle appena hai conquistato la poltrona». 

E Renzi fa gli interessi degli italiani?
«Il semestre talliamo si è concluso con un nulla di fato. Ricopriamo una posizione marginale. La cosa è risultata evidente nell’incontro fra Hollande e la Merkel prima del summit dell’Eurogruppo. Dov’era Renzi? Non è stato invitato». 

Insomma il segretario del Pd non la convince.
«Nessun pregiudizio, ma prendo atto che parla moltissimo e agisce poco. Da un anno e mezzo a questa parte ha pontificato su tante cose ma i risultati sono scarsi. Credo che sia questo il motivo del calo del Pd alle elezioni regionali. Prima incontravo persone che erano disposte a dare credito ad un politico giovane che si faceva strada con lo slogan della rottamazione e che mostrava coraggio, energia, voglia di cambiare le cose. Ma agli annunci non sono seguiti i fatti. E la gente non gli crede più».

Renzi è crollato nei sondaggi ed è stato raggiunto da Salvini. Perchè?
«Il leader della Lega ha avuto tutto il tempo e lo spazio per criticare Renzi quando nessuno lo faceva. Ha sicuramente dei meriti. Ma non può rappresentare l’area dei moderati che coincide con la grande maggioranza del popolo italiano. A Ncd spetta il compito di creare un centrodetsra capace di esprimere un’alternativa alla sinistra. Dobbiamo ritrovare l’unità e un leader».

Le elezioni comunali di Milano possono rappresentare una svolta?
«E’ un appuntamento importantissimo. Serve un accordo con Forza Italia, Italia Unica di Corrado Passera, Tosi e, perché no, anche la Lega purché non sia Salvini a dettare le regole».

Ma è possibile ricreare il centrodestra stando al governo con il Pd. Non si rischia di essere poco credibili agli occhi degli elettori?
«Ncd è nato con un programma fondato sui valori cristiani e liberali. L’origine e la destinazione del partito si collocano chiaramente nell’area di centrodestra. Ma oggi come oggi far cadere il governo sarebbe sbagliato. Non siamo pronti per affrontare le elezioni. Andare al voto significa consegnare il Paese alla sinistra, a Grillo o a Salvini. I moderati non avrebbero rappresentanza e potere decisionale».

Ncd è percepito con un partito dalla foto connotazione meridionale e poco attento alle esigenze del Nord. Perchè?
«Il partito sembra avere una certa rilevanza da Roma in giù mentre il Nord è relegato in un angolo. Credo che se i cittadini delle regioni settentrionali avessero la percezione di una maggiore capacità di immedesimazione da parte nostra avrebbero risposto con più convinzione alle prove elettorali. Come cambiare rotta? Servono persone nuove che parlino il linguaggio del Nord».   

Secondo lei è possibile governare con il Pd fino al 2018 e nel contempo dare il proprio contributo alla rinascita del centrodestra?
«La contraddizione è evidente e non è capita dagli elettori. Ma può essere superata avendo bene in mente che cosa si vuole fare e dove si vuole andare. Secondo me stare al governo per comodità o convenienza non ha senso. Bisogna parlare chiaro a Renzi. La priorità è fare la legge elettorale. Nel frattempo si costruisce un grande partito dei moderati. Rimanere alleati del Pd per galleggiare fino alla fine della legislatura è il modo migliore che abbiamo per suicidarci». 

Perché dice ‘galleggiare’?
«Perché con la sinistra le riforme non si riescono a fare. Credo che ormai l’abbia capito anche Renzi. Bravo a parole ma incapace di mantenere le tante promesse che ha fatto agli italiani».


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