LA BEFFA DEI RIFIUTI | 05 Febbraio 2016

«Renzi trasforma la Lombardia nella discarica nazionale»

Invece che imparare dall'efficacia del modello lombardo nello smaltimento dei rifiuti, con lo Sblocca Italia il governo punta a superare l’autosufficienza regionale. Il presidente Maroni: «Renzi trasforma la Lombardia nella discarica nazionale»

di LUCA PIACENTINI

Modello da imitare o risorsa da spremere? Che la Lombardia sia la Regione più importante e virtuosa d’Italia è un dato acquisito. Ma cosa è verosimile significhi questo per il governo nazionale? Che deve prenderne le buone pratiche e importarle nei palazzi romani o che può approfittare del suo dinamismo amministrativo per coprire le proprie inefficienze e le disfunzioni diffuse? Posta così, la domanda è chiaramente retorica. Quale professore direbbe al primo della classe: dato che sei il più bravo, ti costringo a fare i compiti dei compagni negligenti? O non direbbe piuttosto agli alunni impreparati e fannulloni: se c’è chi in classe fa il proprio dovere fino in fondo, perché non dovreste farlo anche voi? 

Guardando a quel che è accaduto nella conferenza Stato-Regioni e alle proteste scoppiate a poche ore dal via libera allo Sblocca Italia, il governo Renzi non sembra imboccare la strada dell’insegnante diligente di fronte allo studente preparato e coscienzioso. 

«Renzi trasforma la Lombardia nella discarica nazionale: raccolta differenziata addio» twitta il presidente Roberto Maroni. Di fatto la conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera alle disposizioni contenute nell’articolo 35 dello Sblocca Italia, che tenta di rimediare allo squilibrio esistente tra spazzatura prodotta-capacità di smaltimento in alcune Regioni costituendo una sorta di ‘rete dell’incenerimento’. Il Paese è stato suddiviso in quattro macro aree, nelle quali trovare i siti che dovrebbero addossarsi l’incombenza di eliminare i rifiuti di altre zone d’Italia. 

Guarda caso anche nello smaltimento la Lombardia è al top. Come ricordato a gennaio dall’assessore regionale all’Ambiente Carla Maria Terzi criticando la bozza dello Sblocca Italia, la Regione ha infatti raggiunto «una piena autosufficienza nella gestione dei rifiuti». E lo ha fatto soprattutto grazie allo sforzo dei cittadini. Invece il governo si è inventato le cosiddette «aree macroregionali». Secondo l’assessore «dall'Emilia Romagna in su non serviranno nuovi inceneritori, ma solo perché ci penserà la Lombardia, con la sua capacità, a smaltire il pattume degli altri. E non vengano a raccontare la favola che sono stati bravi, visto che hanno ridotto i nuovi inceneritori da realizzare». 

«La Lombardia, che ha raggiunto livelli di raccolta differenziata efficienti - afferma l’esponente della Giunta Maroni - non vuole diventare la pattumiera d'Italia, pagando le incapacità gestionali, politiche e amministrative altrui. Un danno gravissimo non solo all'ambiente lombardo, già sotto pressione dopo decenni di sfruttamento, ma soprattutto per la salute dei cittadini». 

La Lombardia ha dato parere negativo all’applicazione dell’articolo 35 che supera il criterio dell’autosufficienza regionale nello smaltimento dei rifiuti e, secondo la riflessione del ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti, dovrebbe migliorare le cose e aiuterebbe anche a fronteggiare le infrazioni Ue contestate all’Italia. 

Il segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi ha invece dichiarato che «la Lombardia, unica regione italiana a smaltirsi da sola i propri rifiuti, diventerà la discarica di tutta l'Italia e che nei nostri inceneritori dovranno essere smaltiti i rifiuti inviati dalle altre Regioni, incluse le migliaia di tonnellate di 'ecoballe' provenienti dalla Campania e dalla famigerata 'Terra dei fuochi’»

C’è da chiedersi se la scelta del governo tenga nella giusta considerazione gli sforzi di allinearsi agli standard europei fatti dalle Regioni virtuose. L’impressione è che qui, invece che risolvere i problemi alla radice, si voglia scaricare sui territori operosi (guarda caso già in rivolta) le inconcludenze e le debolezze altrui. Del resto è una storia non nuova in Italia, se è vero che da sole «Lombardia, Veneto ed Emilia mantengono tutto il paese» e, come scrive Carlo Lottieri, negli ultimi anni «una famiglia lombarda standard composta da quattro persone ha perso più di 20mila euro ogni anno in opere di solidarietà a favore della spesa pubblica concentrata nel Sud».

Nonostante col trascorrere del tempo la spaccatura Nord-Sud invece di ridursi sembra incancrenirsi, la speranza è che non ci rassegniamo e che ciascuno arrivi prima o poi a fare la sua parte. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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