JOBS ACT | 07 Gennaio 2015

«Riforma inferiore alle aspettative»

Disoccupazione record per l'Istat. Sacconi attacca il Jobs Act: «La reintegrazione resterà l'ultima istanza di un licenziamento ingiustificato»

di REDAZIONE

In Italia il tasso di disoccupazione ha toccato quota 13,4% e si tratta per l’Istat di un record storico, il valore più alto dal 1977. Per i 15-24enni il tasso è balzato al 43,9%. In Germania il tasso è sceso al 6,5% mentre nell’Eurozona è all’11,5%. «La rilevazione Istat sull'occupazione è particolarmente allarmante perché si amplia il nostro divario con l'Europa e sollecita quindi decisioni più coraggiose per invertire le tendenze in atto nel nostro mercato del lavoro e nella nostra economia. Sembriamo ancora un paese bloccato nel quale continua a rattrappirsi la propensione ad investire. La diminuzione del numero degli occupati si coniuga con la caduta della produzione industriale in autunno. La crescita della disoccupazione corrisponde anche ad una diminuzione degli inattivi in quanto più persone, sospinte dal bisogno, si offrono sul mercato del lavoro. I giovani sono stati incoraggiati a farlo anche dal programma "Youth Guarantee", nonostante gli esiti disastrosi, ove più ove meno, delle politiche praticate dalle Regioni e sulle quali continuerà il lavoro di analisi critica avviato dalla Commissione Lavoro del Senato. Nel complesso, può avere pesato anche l'attesa delle nuove incentivazioni ai contratti a tempo indeterminato e di una riforma, il jobs act, che si è rivelata però inferiore alle aspettative. Almeno l'abbattimento degli oneri contributivi dovrebbe ora determinare un effetto di rimbalzo ma questo dovrebbe essere favorito anche da una più coraggiosa riforma della regolazione dei rapporti di lavoro. Non ci aiuta il fatto di essere rimasti l'unico paese nel quale, in molti casi non del tutto prevedibili, la reintegrazione resterà l'ultima istanza di un licenziamento ingiustificato, confermando l'idea di un rapporto di lavoro permanente indissolubile». Lo dichiara in una nota il presidente dei senatori di Area popolare, Maurizio Sacconi.


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