SALVINI A 5 STELLE | 16 Marzo 2018

Ritorno al voto per costruire il partito unico

Nessun governo all'orizzonte. Salvini non cede al ricatto del Pd: accordo con I 5 Stelle per la guida di Camera e Senato. Nuova legge elettorale per fare il pieno alle urne. Così nasce il partito unico del centrodestra

di ROBERTO BETTINELLI

Nessun governo all’orizzonte. E’ questo lo scenario della politica italiana. Le elezioni hanno certificato l’esistenza indubitabile degli sconfitti, a partire dal Pd di Matteo Renzi, ma non hanno individuato vincitori certi. C’è un solo modo, infatti, perché un leader o un partito possa presentarsi al Paese come colui che ha trionfato nella prova delle urne. E il modo coincide esattamente con l'esercizio della facoltà di dare vita ad un esecutivo.

Un compito che oggi, sulla carta, spetta sicuramente a Matteo Salvini. Il centrodestra è risultato l’aggregato che ha ottenuto più consenso ma per raggiungere la maggioranza nelle due camere servono alleati. Che al momento, però, non ci sono. La politica italiana vive così la contraddizione insolubile di avere un vincitore, Salvini, che non sembra in grado di portare a termine l’azione connessa con il primato elettorale. Una situazione che è destinata a ripetersi anche se, al posto del leader della Lega, ci fosse il candidato premier dei 5 Stelle Di Maio.

Che fare allora? Anche il Belpaese è condannato a subire l’incertezza che sono state costrette a subire Spagna e Germania? La risposta non può che essere affermativa. In Italia, però, le vie di uscita non possono condurre ad un governo di minoranza o alla grande coalizione tenuta a battesimo da Merkel e Schulz. L’ipotesi più probabile è che i due vincitori, Salvini e Di Maio, si accordino per destinare a Lega e 5 Stelle i presidenti di Camera e Senato puntando a correggere il Rosatellum quel poco che basta per tornare alle elezioni con un a legge elettorale in grado di partorire una maggioranza certa. Salvini ha già dichiarato che l’introduzione di un premio per la forza più votata, così da rendere praticabile la nascita di un esecutivo dotato di stabilità, è tutto tranne che una idea campata per aria. E Di Maio la pensa nello stesso modo. Da qui il sentiero ormai quasi inevitabile che conduce i due leader nel medesimo punto di arrivo ossia le elezioni. 

In un anno al massimo, quindi, si tornerà al voto ed è prevedibile che a fare il pieno saranno proprio le due formazioni che non hanno ceduto alla tentazione di costruire governi fragili e continuamente sotto il ricatto degli avversari. Ovvero il centrodestra a trazione leghista e il Movimento 5 Stelle mentre la terza forza, il Pd, sarà con ogni possibilità fagocitato dal successo dei grillini e ridotto a forza residuale. Di Maio, infatti, ha scavalcato a sinistra Renzi. Un pericolo che sul, versante opposto corre anche Forza Italia. Ma per quanto indebolito il partito azzurro, fino a quando Berlusconi resterà sulla scena, è in grado di opporre maggiore resistenza. Ma è del tutto evidente che quello che potrebbe essere un momento di transizione in realtà potrebbe disegnare un quadro fortemente semplificato della politica italiana. saremmo alle prese con un nuovo bipolarismo. A destra Salvini e il partito unico del centrodestra mentre a rappresentare la sinistra ci sarebbero Di Maio e Grillo con il Pd ormai minoritario. A Mattarella spetta l’onere di aprire le danze. Ma se nessuno dei due vincitori riuscirà, come è probabile, a edificare un esecutivo allora non è poi così peregrina l’ipotesi di un accordo momentaneo in vista del varo di una legge elettorale adeguata con il conseguente ritorno alle urne. Lo scopo di Salvini e Di Maio è crescere ulteriormente a spese degli alleati minori. Uno scopo, francamente, perseguibile. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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