LEGGE ELETTORALE | 11 Ottobre 2017

Rosatellum, inevitabile compromesso

Il Rosatellum 4.0 sblocca la discussione infinita sulla legge elettorale. Ora tocca ai cittadini pesare la credibilità dei programmi e delle leadership in campo

di ROBERTO BETTINELLI

Su una cosa i sostenitori del Rosatellum 4.0, l’ultima versione della legge elettorale sulla quale il governo ha deciso di porre la fiducia, hanno ragione da vendere. E cioè che non esiste una regola perfetta per decidere le sorti politiche di un paese come l’Italia dove pare impossibile trovare un accordo fra i partiti che consenta di raggiungere il traguardo della governabilità. Un risultato che, inevitabilmente, più viene perseguito e più viene sacrificato il contraltare della rappresentatività.

In un contesto come questo anche il Rosatellum assolve la funzione dal momento che sul testo della legge c’è stata la convergenza di Pd, Forza Italia, Lega e dell’esiguo gruppo centrista di Angelino Alfano. Con le elezioni alle porte e un esecutivo in scadenza non si poteva evidentemente chiedere di più. Già il fatto che le principali forze politiche del Paese, esclusi i 5 Stelle e Mdp, siano disposte a mettere la parola fine ad una discussione infinita rappresenta un elemento di positività.

Il Rosatellum non fornisce la sicurezza di avere il giorno dopo le elezioni un governo stabile, capace di rimanere in sella per l’intero mandato. Ma questo è un pericolo che anche i grillini e i bersaniani non sono in grado di disinnescare con le loro proposte che vanno nella direzione di una proporzionale puro mentre l’attuale testo di legge assegna i due terzi dei collegi con il proporzionale ed un terzo con il maggioritario. Una ripartizione che piace al centrodestra per il fatto di agevolare la nascita delle coalizioni, ad Alfano perché è stata fissata una soglia di sbarramento minima del 3% e al Pd di Renzi perché attenua senza liquidare del tutto l’impianto dell’Italicum.

In assenza di altre strade percorribili è inutile e dannoso continuare a peregrinare senza una meta. Responsabilità vuole che si confluisca sull’ipotesi del male minore. Dopo di che saranno i partiti e i leader a competere nel solco della sola regola che ha incontrato finora l’apprezzamento più ampio. La vera battaglia si combatterà nell’urna sulla base della credibilità dei programmi alla luce del pregresso che ognuno dei rivali può far valere o non valere. Un patrimonio reputazionale che non è inficiato per nulla dalla regola che un sistema politico adotta per dirimere competizioni e controversie. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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