BERLUSCONI ASSOLTO | 11 Marzo 2015

Ruby: cinque, assurdi anni di porno-giornalismo

Abbiamo dovuto sopportare le paginate di intercettazioni zeppe di pruriginose oscenità, ammantate di lotta per la moralizzazione civile e politica del paese. Tutto basato su un processo che non valeva nulla

di ROSSANO SALINI

E ora giù a chiedersi: chi risarcirà Berlusconi per il disastroso danno subito, in termini politici e di immagine? È la domanda che si fanno i suoi sostenitori. E, bisogna ammetterlo, non hanno tutti i torti. Potranno sembrare come al solito una corte di vili stipendiati, di adulatori, di ruffiani. Ma l'argomento rimane: il danno, e pure grave, c'è stato. Chi può negarlo? E difficile sarebbe anche negare che avvisaglie ce n'erano state, eccome se c'erano state, che si trattasse di un processo fondato sul nulla, di un'assurda storia di concussione senza concusso, di una voglia di frugare nella vita privata di una persona, che per quanto immorale possa essere (ma allora vogliamo vedere spiattellata in prima pagina la vita privata di tutti i politici, e anche dei giudici, e già che ci siamo pure dei giornalisti) di certo non costituisce un reato.

Però anche noi vogliamo essere risarciti. Noi tutti che per questi cinque anni ci siamo dovuti sorbire l'orrendo spettacolo del porno-giornalismo ammantato di lotta per la moralizzazione civile e politica del paese. Cinque anni di titoloni su Ruby e le olgettine, di paginate piene di pruriginosi particolari sulla tal ragazza che a lui faceva quella tal cosa, e lui all'altra faceva un'altra cosa, e magari un'altra ragazza ancora guardava, eccetera. Sì, proprio così. Ci hanno spacciato per giornalismo di inchiesta questa spazzatura. Ed era tutto un infarcimento intorno al nulla di un processo che non valeva un fico secco.

Lo so benissimo che così facendo i giornali hanno venduto tanto. So pure che non appartengo alla maggioranza dicendo che di questo porno-giornalismo non so che farmene. Lo so che milioni di italiani si sono dilettati leggendo con avidità le assai più che cinquanta sfumature di grigio delle serate di Arcore.

Ma so anche che c'è chi la pensa come me. Chi ripensa con orrore ai giorni e giorni in cui i giornali erano da prendere e buttare tutti nel cestino, immediatamente. Non saremo la maggioranza, ma ci siamo, e anche noi vogliamo essere risarciti.

E non me ne importa nulla, adesso, anche di tutti i distinguo sull'assurdità di affermare che Ruby era la nipote di Mubarak, e cose consimili. Di affermazioni di questo genere già tutti si sono riempiti la bocca. Adesso basta con Berlusconi e le sue sparate. Io adesso voglio che vengano messi sul banco degli imputati (metaforicamente, si intende, perché noi di processi farsa non ne facciamo, e nemmeno abbiamo il potere di farli) tutti i benpensanti che credendo di moralizzare il paese in realtà lo hanno ridotto a una massa di osceni guardoni. Perché le porcate, Berlusconi, almeno le faceva tra le mura di casa. Questi si sono premurati di trasmetterle in mondovisione.

Silvio Berlusconi non verrà risarcito. Anzi, si dovrà subire ancora le magagne dei processi Ruby bis, ter, e magari altro ancora. E nemmeno noi saremo risarciti, noi che dovremo continuare a muoverci a passi stentati nell'acquitrino maleodorante di un giornalismo che fa ribrezzo, esattamente come fa ribrezzo il moralismo giustizialista di cui si fa portavoce.

Ma ci risarciamo da soli. Continuando a pensare, parlare e scrivere diversamente. Liberamente.


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.