TGCOM24 | 05 Settembre 2017

Salini a ‘Fatti e misfatti’: «No allo Ius Soli»

Ius Soli dopo gli stupri di Rimini. L’eurodeputato (FI) Salini ospite del direttore di TgCom24 Liguori a 'Fatti e misfatti': «Altro che Ius Soli. Puoi essere cittadino italiano solo se la storia del nostro Paese è entrata nella tua vita e nella tua cultur

di REDAZIONE

«Per chiudere la rotta balcanica l’Unione Europea dà 6 miliardi alla Turchia. Bene fa Antonio Tajani a chiederne altri 6 per chiudere la rotta mediterranea ed evitare l’invasione dell’Italia». Così l’europarlamentare di Forza Italia Massimiliano Salini ospite di Fatti e Misfatti, la trasmissione di approfondimento dedicata ai temi dell’attualità condotta dal direttore di TgCom24 Paolo Liguori. 

Al centro della puntata di lunedì 4 settembre i temi dell’immigrazione, della cittadinanza e dei flussi migratori - per arginare i quali servirebbe un accordo di lungo periodo simile a quello varato dalla UE per la via di accesso da Oriente - e la recente riforma della legge 91 del 1992 sulla concessione della cittadinanza che, semplificando, farebbe diventare cittadino italiano chi nasce da genitori stranieri. Sullo sfondo gli episodi di violenza avvenuti alla fine di agosto a Rimini ai danni di una donna polacca e una trans peruviana. 

La polizia ha fatto scattare le manette ai polsi di quattro giovani, tre dei quali minorenni nigeriani e marocchini - cui lo Ius Soli avrebbe assegnato la cittadinanza - mentre il presunto capo della banda è un congolese 20enne, arrivato in Italia come richiedente asilo e titolare di un permesso di soggiorno fino al prossimo anno. 

La maggioranza e il PD fremono per approvare lo Ius Soli in Parlamento e sono perfino disposti a porre la fiducia al Senato, è la riflessione proposta in apertura di trasmissione dal direttore Liguori, ma di fronte ai fatti di Rimini l’opinione pubblica resta perplessa. 

«E giustamente - attacca Salini - una perplessità che fa a pugni con le statistiche disinvolte che normalmente il dibattito politico butta sul tavolo. Con la solita dabbenaggine si dice che su 2.500 stupri commessi in Italia ce ne sono 1.500 compiuti da italiani e 1.000 da stranieri, dimenticando che gli italiani sono 56 milioni e gli stranieri 5 milioni». 

«E’ un tema che non va trattato con le statistiche - prosegue l’eurodeputato azzurro - né con la sicumera di chi si illude di spiegarci come si deve vivere. Ma facendo prevalere il principio di realtà: puoi essere cittadino italiano nella misura in cui, al di là degli anni di permanenza e della questione del sangue, la storia di quel Paese di cui vuoi diventare parte è entrata nel tuo sangue, nella tua vita, nella tua cultura». 

L’eurodeputato azzurro adombra poi il tema, scottante ma di stretta attualità, della compatibilità tra mondi culturali differenti: «Se ci sono culture in cui è altamente probabile, con una certa semplicità, che l’uomo si ritenga padrone della donna, questo è un tema da affrontare senza tabù anche parlando di cittadinanza». 

L’emergenza, chiosa Salini, non è certo lo Ius Soli, come invece ritiene il governo PD, che è disposto a mettere la fiducia pur di approvare la legge: «Ci sono almeno altri quindici emergenze di cui il governo si è dimenticato». 

E non vale riferirsi agli altri Paesi UE, facendo credere che altrove le maglie per la concessione della cittadinanza sarebbero più larghe rispetto all’Italia: «Secondo Eurostat al momento l’Italia è il Paese d’Europa dove vengono date più cittadinanze: ogni cinque cittadini europei - spiega l’eurodeputato - uno è italiano». 

Come dicono Berlusconi e Tajani, il rischio è che il tema diventi «carne da macello per la campagna elettorale». Un fatto inaccettabile. 

«E’ un tema importante - riprende il direttore Liguori - La stessa Merkel ha detto che non possiamo lasciare soli gli italiani. Entrano da noi. E se non si sospende Dublino è obbligatorio identificarli. Con lo Ius Soli potrebbe essere anche peggio. Proprio oggi si dice che l’UE deve tirare fuori dei miliardi nuovi per gli immigrati» e per fronteggiare l’emergenza. 

Il riferimento è alla proposta del presidente del Parlamento UE Antonio Tajani e al negoziato politico in corso con i Paesi non africani, a cui l’UE dovrebbe stanziare fondi per chiudere la via sub sahariana percorsa da frotte di immigrati, bloccando le partenze e selezionando sul suolo africano i potenziali profughi: «E’ una proposta già approvata per la Turchia, cui Bruxelles ha destinato sei miliardi - conclude Salini - non si vede perché, come giustamente chiede Tajani, la stessa cifra non debba essere stanziata per evitare l’invasione dell’Italia». 


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