PARLAMENTO UE | 04 Ottobre 2017

Salini (FI): «Seguire l’esempio della Lombardia»

A Strasburgo il dibattito sul referendum in Catalogna. Salini (FI) a Rainews24: «L’indipendenza? Barcellona sarebbe fuori da UE con gravi danni. Occorre seguire la via federale della Lombardia, che col referendum scommette sull’autonomia»

di REDAZIONE

Un richiamo forte alla responsabilità, ad abbandonare il muro contro muro per trovare una soluzione politica nell’interesse di entrambe le parti. Lo ha lanciato l’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, in questi giorni impegnato a Strasburgo per l’assemblea plenaria del Parlamento europeo, intervenendo a due trasmissioni televisive sul referendum che si è tenuto in Catalogna.
 
Nell’intervista rilasciata durante la finestra di approfondimento Dentro i fatti in onda su Tgcom24, l’esponente azzurro ha parlato della necessità di una «maggiore flessibilità» da Madrid e Barcellona per evitare che la situazione degeneri con effetti imprevedibili. 

Il tema ha tenuto banco per l’intera tornata della plenaria, dove mercoledì 4 ottobre si è fissato un momento di dibattito pubblico sull’accaduto. 

Tra gli aspetti critici della richiesta di indipendenza della Catalogna Salini ha sottolineato la portata enorme dei problemi economici ai quali andrebbe incontro: una volta separata dalla Spagna, infatti, la regione spagnola sarebbe automaticamente fuori dall’Unione Europea (e prevedibilmente destinata a rimanerci, visto che Madrid metterebbe il veto ad un suo eventuale ingresso): «Separandosi dalla Spagna - ha dichiarato alla trasmissione La Bussola su Rainews24 - la Catalogna avrebbe tutto da perdere in quanto collocandosi al di fuori della UE sarebbe costretta a pagare da subito i dazi commerciali». 

Secondo l’europarlamentare il nodo è quello della «flessibilità» necessaria per negoziare: «Da un lato occorre presidiare l'ordinamento costituzionale spagnolo voluto e approvato dagli stessi catalani negli anni Settanta, dall’altra parte, però, va evitato l'errore di confondere l’unità nazionale con l'incapacità di valorizzare chi lavora davvero». 

Il parallelismo introdotto da Salini è quello con Regione Lombardia, dove il 22 ottobre si terrà un referendum ben diverso da quello catalano: «Occorre seguire l’esempio della Lombardia - spiega l’eurodeputato - dove non ci sogniamo neppure di chiedere l'indipendenza bensì l’autonomia. Si tratta di una cosa molto diversa». 

La giunta lombarda punta al federalismo differenziato, la strada maestra per ottenere più risorse, in particolare una quota del residuo fiscale. Premiare chi lavora bene è necessario, per Salini, «altrimenti invece di fare solidarietà nazionale e creare le condizioni affinché chi è bravo tiri si abbassa il livello medio dei Paesi e si aiutano i furbi ad approfittarne». 

«Guardando al residuo fiscale - ha invece dichiarato a Tgcom24 - con 54 miliardi la Lombardia avrebbe forse più ragioni della Catalogna per chiedere l'indipendenza dalla Spagna. Ma la via giusta resta quella lombarda: chiedere più competenze in uno stato federale, non l'indipendenza quando la Costituzione non lo prevede. Il muro contro muro è un errore: dà protagonismo agli indipendentisti, che sono il 30-35%, facendo invece dimenticare la maggioranza silenziosa catalana contraria al quesito referendario».


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