LAVORO DISTACCATO | 26 Ottobre 2017

Salini: «Parlamento UE difenda Pmi dalla concorrenza sleale»

Lavoro distaccato e dumping sociale, revisione della direttiva. Salini (FI): il Parlamento UE deve difendere le PMI dell’autotrasporto, totalmente disarmate rispetto alla concorrenza sleale di società che aprono all’estero per sottopagare i lavoratori

di REDAZIONE

«Il Parlamento UE deve impedire che la revisione della direttiva sul distacco dei lavoratori si trasformi in una trappola burocratica che danneggia le attività imprenditoriali ad alto valore aggiunto, e deve compiere ogni sforzo per difendere le PMI europee dell’autotrasporto, oggi totalmente disarmate rispetto al dumping sociale». E’ quanto dichiara l’europarlamentare di Forza Italia Massimiliano Salini, membro delle Commissioni Industria e Trasporti del Parlamento UE, in merito al recente accordo raggiunto dal Consiglio sulla riforma della direttiva del 1996.

La revisione della norma proposta dal consiglio dei ministri UE, che dovrà passare all’esame dell’Europarlamento, prevede che i lavoratori distaccati ricevano un trattamento identico rispetto agli omologhi locali, secondo il principio per cui si deve percepire il medesimo salario per lo stesso lavoro nello stesso luogo, come richiamato più volte dalla Commissione europea. La riforma vuole inoltre che il tempo massimo per il distacco di un lavoratore scenda da 24 a 12 mesi, che possono diventare 18 in casi specifici.

Due gli aspetti critici dell’intervento normativo, evidenziati, rispettivamente, da Business Europe, che riunisce le associazioni degli imprenditori UE, e da Conftrasporti (come riporta il Sole 24 Ore): da un lato l’accorciamento dell’arco temporale del distacco, che non c’entrerebbe l’obiettivo, dall’altro in fatto che il Consiglio dei ministri UE abbia deciso di non occuparsi del settore trasporti - uno dei più sensibili al fenomeno del dumping - in quanto la revisione rientrerebbe nel Pacchetto mobilità, attualmente in fase di discussione. 

La partita è a tre, Commissione, Consiglio e Parlamento. Ed è proprio da quest’ultimo, attraverso l’eurodeputato Salini, che si è alzato l’invito a non abbassare la guardia focalizzando meglio gli aspetti più controversi, affrontando il problema con l’obiettivo anzitutto di risolverlo, a prescindere dalla via scelta (sia essa un’unica riforma oppure attraverso lo spacchettamento degli interventi normativi).

«I lavori europarlamentari dovranno esaminare con grande attenzione le criticità legate alla riduzione da 24 a 12/18 mesi del distacco - spiega Salini - evitando di colpire manifattura e servizi di business, dove la durata resta un elemento chiave. D’altra parte l’esclusione dalla revisione del segmento autotrasporti suscita timori legittimi tra gli operatori del settore, che nell’ultimo decennio segnalano una crescita preoccupante della fetta di mercato guadagnata dalle aziende dei Paesi dell’Est».

«Per cambiare le cose serve lo sforzo di tutti - conclude Salini - e nella discussione in corso sul Pacchetto mobilità l’Europarlamento non deve arretrare di un passo, pretendendo un giro di vite contro le pratiche scorrette e contro il malcostume di aprire all’estero società per sottopagare i lavoratori e fare concorrenza sleale ai piccoli e medi autotrasportatori, che oggi sono privi di protezione e rappresentano il vero anello debole della catena».


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