L'AZIONE DEL PPE | 04 Dicembre 2017

Salini: «UE aiuti le imprese a innovare»

Cremona, vincere la sfida dell’innovazione nell'era dell'industria 4.0. Salini: «UE apra gli occhi, vera innovazione prodotta dalle aziende del territorio. Servono più investimenti». Interventi di Cirio, Buzzella, Malvezzi - VIDEO

di REDAZIONE

CREMONA – Un ponte fra il territorio e l’Unione Europea con lo scopo di aiutare le imprese nella sfida dell’innovazione e creare posti di lavoro. E’ il significato del convegno dal titolo “Innovare per crescere: sfide per il territorio, prospettive per il Paese” che si è svolto venerdì 1 dicembre a Palazzo Trecchi. L’iniziativa è stata organizzata dall'Associazione Culturale Civitas, in collaborazione con Officina Liberale e con il patrocinio del Partito Popolare Europeo. Promotore dell’incontro Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia. Hanno partecipato in veste di relatori il collega Alberto Cirio ed il consigliere regionale Carlo Malvezzi.

Due i seminari di lavoro che si sono succeduti nel corso del pomeriggio: uno dedicato all’agroalimentare ed uno all’industria 4.0. Hanno partecipato con interventi Roberto Ciati del gruppo Barilla,  Edoardo Fornari, professore di Retail Marketing dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Marco Trevisan, preside della Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e  Ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Gianni Ferretti, prorettore del Polo Territoriale di Cremona del Politecnico di Milano, Francesco Buzzella, presidente Associazione Industriali Cremona, Corrado La Forgia, direttore Industriale e AD Bosch, Nazzareno Mengoni, presidente Gruppo Giovani Imprenditori FederlegnoArredo, Serena Zaninetta del Gruppo Manpower.

 


«L’Europa – ha detto l’eurodeputato Massimiliano Salini - ha sempre rappresentato la testa di ariete nei processi di sviluppo ma oggi, a causa del prevalere di una visione tecnocratica, è diventata ancella del cammino dell’innovazione. La manifattura perde quota nel percorso di costruzione del Pil a tutto vantaggio dei servizi che però rimangono generalmente ad uno stadio funzionale di base. Il risultato è che stiamo perdendo terreno sprecando ricchezza per le nostre comunità e posti di lavro per i nostri giovani. Serve uno stimolo forte che venga dai territori che hanno tutto il diritto di imporsi con le proprie eccellenze produttive ridiventando protagonisti delle politiche della UE. Bruxelles ha a disposizione risorse importanti ed i primi beneficiari devono essere gli imprenditori che affrontano la sfida di fare innovazione generando crescita e sviluppo».
 

 

«L’economia territoriale sta attraversando una fase positiva – ha spiegato Francesco Buzzella – ma la sua multidisciplinarietà può rappresentare un freno se non viene inquadrata dentro una visione che individua obbiettivi prioritari e strumenti adeguati. Cosmesi, siderurgia, agroalimentare e nicchie di prestigio come la liuteria sono i nostri asset di punta. Ma per traghettare verso l’Industria 4.0 serve un lavoro di regia. E’ necessario un master plan pluriennale in cui convogliare le azioni finalizzate principalmente alla trasformazione digitale e all’istruzione specialistica dei giovani».



 

Il consigliere regionale Carlo Malvezzi: «Oggi c’è l’opportunità di lanciare un segnale importante che rivela come l’impostazione di questo convegno sia aderente alla realtà del mercato: assistiamo sempre di più a fasi propulsive di innovazione che derivano dall’attività delle Pmi. Aziende medio-piccole del territorio che investono in ricerca e sviluppo rinnovando modelli di business, prodotti e processi. Le istituzioni, a partire da UE e Regione Lombardia, devono essere al loro fianco con aiuti concreti».

«L’Unione Europea – ha detto l’eurodeputato di Forza Italia Alberto Cirio - ha molte colpe ma noi dobbiamo imparare come fare gli interessi dell'Italia. Altri colleghi europei, quando sono a Bruxelles, dimenticano il colore politico e pensano solo a valorizzare il loro Paese. Noi siamo indietro anni luce rispetto a questa prospettiva». In merito alle politiche commerciali e ai trattati di libero scambio: «Il protezionismo è la scelta sbagliata Non riusciamo a fermare le persone. Qualcuno pensa si possano fermare le merci? Abbiamo la qualità del Made in Italy dalla nostra parte. Possiamo solo vincere».

Al termine della giornata padre Maurizio Bezzi, missionario del PIME, ha raccontato la sua esperienza nel recupero dei ragazzi di strada di Yaoundé (Camerun) dove «grazie all’opportunità di imparare un mestiere ridiamo dignità e speranza a questi giovani».


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