PENSIERO UNICO | 16 Dicembre 2015

San Paolo e il rifiuto delle dissimulazioni vergognose

Un brano di San Paolo invita a rifiutare le «dissimulazioni vergognose» proprie del «dio di questo mondo». Parole particolarmente adatte al mondo di oggi, dove anche molti cattolici rischiano di compromettersi con il pensiero unico dominante

di GIUSEPPE ZOLA

Vorrei ritornare ad esporre alcune preoccupazioni circa l’atteggiamento di parte di quello che chiamiamo “mondo cattolico” nei confronti del pensiero dominante nei nostri giorni. Mi dà lo spunto per questo un brano di una lettera di San Paolo, che è stata letta domenica nelle chiese ove si celebra secondo il rito ambrosiano. Riporto qui di seguito tale eloquente testo: «Abbiamo rifiutato le dissimulazioni vergognose, senza comportarci con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma annunciando apertamente la verità e presentandoci davanti a ogni coscienza umana… E se il nostro Vangelo rimane velato, lo è in coloro che si perdono: in loro, increduli, il dio di questo mondo ha accecato la mente, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo».

Mi sembra un brano che fotografa perfettamente la situazione del pensiero unico di oggi.

E’ vero, infatti, che tale pensiero è diventato maestro (cattivo) nel mettere in piedi «dissimulazioni vergognose» della realtà, pur di far passare ideologie che si pongono apertamente contro l’assetto naturale di tutto ciò che esiste. La teoria del “gender” è un esempio clamoroso e pericolosissimo di tale dissimulazione, che tanta confusione sta creando anche in persone di buona fede. La forza demoniaca delle dissimulazioni, infatti, è quella di confondere, fino a farle barcollare, le persone semplici e indifese. E il problema è che non c’è più vergogna nel propalare tali falsità.

San Paolo, poi, invita ad annunciare apertamente la verità di fronte ad ogni “coscienza umana”, mentre spesso assisto ad atteggiamenti che nascondono la verità dietro a giri di parole che non vogliono far compromettere chi le pronuncia. C’è una sorta di vergogna della verità, che spesso ci fa cedere senza combattere di fronte a ciò che il conformismo detta. Così, preferiamo tenere “velata” la verità, con il risultato che facciamo vincere la menzogna.

E tutto ciò, perché «il dio di questo mondo ha accecato la mente». E sembra proprio che sia così, viste le pazzie che sentiamo dire in giro. C’è una insensatezza che sta girando per il mondo, che impedisce, a più livelli, di percorrere la strada del buon senso dell’uomo comune, che assicura non solo una migliore vita personale, ma anche una vita sociale più ordinata e pacifica.

Mi pare che il grande San Paolo ci inviti a vivere con coraggio, senza perderci d’animo e senza tradire quel senso comune che ognuno di noi ha in fondo al cuore (e che solo Cristo mantiene vivo). Il suo richiamo non riguarda solo i cattolici, che però tendono a dimenticare questa tensione, ma tutti gli abitanti di questo mondo, che diventano tristi e quindi infecondi e improduttivi, quando perdono il gusto della propria dignità. E la dignità la si perde quando si tralascia la battaglia per la verità.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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